VelaGarda

Boe con lanterne e skipper mitici, tutta la storia della Centomiglia

Simone Bottura
Quest’anno giunge alla sua 75esima edizione: dagli esordi fino alle ultime novità, il racconto di com’è diventata un palcoscenico mondiale
Uno scatto di un'edizione passata - © www.giornaledibrescia.it
Uno scatto di un'edizione passata - © www.giornaledibrescia.it
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«Noi a Gargnano, nel primo plenilunio di settembre, organizzeremo una regata di crociera che toccherà tutti i paesi del Garda, durerà un giorno e una notte, verrà disputata con qualsiasi condizione di tempo e si chiamerà Regata della Cento Miglia». Con queste parole, pronunciate da Giacomo Garioni, tra i fondatori del Circolo Vela Gargnano, nel gennaio del 1951 di fronte alla prima assemblea dei circoli velici del Garda, il neo costituito club lanciò la regata destinata ad entrare nella storia dello yachting mondiale.

Una regata che percorresse l’intero lago era una vecchia aspirazione di tutti i velisti gardesani, ma le difficoltà organizzative avevano fino ad allora bloccato ogni iniziativa. Ci volle l’entusiasmo, e un pizzico di follia, dei giovani soci del nuovo club di Gargnano, nato per rompere gli indugi.
Nacque così questa grande festa dell’acqua, che da 75 anni accende il tifo dei gardesani nelle giornate settembrine, quando il vento scende dalle Alpi a raffiche violente.

La storia comincia col volo di Airone

La storia della Cento si aprì l’8 e 9 settembre 1951 con il volo del sei metri Airone, primo vincitore con Umberto Peretti Colò al timone, che tagliò il traguardo dopo 20 ore e 25 minuti. Solo 12 le barche al via, ma il fascino della Centomiglia, con il suo percorso a tutto lago, attirò subito l’attenzione degli appassionati. Gli anni ’50 e ’60 furono caratterizzati da un crescente interesse, con equipaggi provenienti da diverse nazioni europee: vent’anni dopo la prima edizione, i concorrenti alla partenza erano già 180. Le prime furono edizioni pionieristiche. In quegli anni le boe erano illuminate da lucerne a petrolio, gli scafi erano in legno, le vele in cotone e i giubbotti salvagente venivano cuciti e imbottiti di sughero la sera prima della regata. Altri tempi.

La «favola bella della vela italiana»

Imbarcazioni nel porto di Gargnano in una foto d'epoca - © www.giornaledibrescia.it
Imbarcazioni nel porto di Gargnano in una foto d'epoca - © www.giornaledibrescia.it

La Cento, con le sue sfide epiche e gli arrivi a notte fonda, divenne presto leggenda. Tutti i velisti vogliono partecipare, tutti vogliono vincerla. «È una regata che bisogna aver fatto: e chi vi ha preso parte una volta, vi ritornerà», disse Beppe Croce, grande personaggio dello yachting mondiale, velista ligure, campione olimpico, presidente della Federvela internazionale e vicepresidente del Coni. La vinse nel 1964, emergendo vittorioso da una furiosa tempesta estiva che costrinse quasi tutti al ritiro. Solo tre barche giunsero al traguardo di quell’edizione: prima Manuela VI di Croce, che definì la Centomiglia «la favola bella della vela italiana».

Tutti i grandi skipper al giro del lago

Una foto d'archivio della Centomiglia - © www.giornaledibrescia.it
Una foto d'archivio della Centomiglia - © www.giornaledibrescia.it

I più grandi timonieri si sono cimentati con questo leggendario giro del lago, una maratona estenuante per skipper e tattici. Il più grande fu il danese Paul Elvström, quattro ori olimpici e 20 titoli mondiali: una leggenda. Tra i campioni che hanno scritto il proprio nome nell’albo d’oro della regata anche Giorgio Falck, industriale milanese dell’acciaio e grande velista, che nel 1971 portò la sua barca Guia — un 13,50 metri disegnato dal famosissimo studio Sparkman & Stephens di New York, protagonista delle più celebri regate in Mediterraneo — a correre la Centomiglia. E la vinse. Poi Mauro Pelaschier, Cino Ricci, Oscar Tonoli, Luca Valerio e tanti altri. Tra le edizioni mitiche si ricorda quella del 1993, con il record di 6 ore e 5 minuti della rossa Dimore, carena con a bordo un gruppo di velisti bresciani e un pozzetto di grandi skipper come Giorgio Zuccoli, Angelo Glisoni e il due volte medaglia olimpica Mitch Booth.

I top designer della nautica internazionale

Dagli anni Settanta la classica del Cvg diventa un campo di sperimentazione per i top designer della nautica internazionale: uno show di velocità e tecnologia, popolato da «mostri» avveniristici circondati da uno sciame di barche più piccole e nostrane, protagoniste di arrivi a notte fonda. Nascono le prime barche progettate appositamente per sfidare le onde del Pelèr e le bonacce del basso lago. Negli anni Ottanta arriva sul Garda il neozelandese Bruce Farr, che sperimenta di tutto (le sue barche vinceranno 19 edizioni). Gli alberi in carbonio, realizzati dall’artigiano gargnanese Luciano Lievi, furono costruiti per la Centomiglia dieci anni prima di approdare sui maxi oceanici. È la consacrazione della formula «libera» della regata, l’inizio dell’era del super leggero e super veloce, che in un certo senso si chiuderà nel 2007 con la partecipazione di +39, barca del Cvg, alla 32ª America’s Cup.

Multiscafi e barche volanti

Il catamarano Extreme 40 Triade Sail Academy - © www.giornaledibrescia.it
Il catamarano Extreme 40 Triade Sail Academy - © www.giornaledibrescia.it

L’introduzione di nuove categorie di imbarcazioni, tra cui i moderni multiscafi e i veloci catamarani, ha arricchito la competizione, rendendola una sfida tecnica e strategica sempre più complessa. Gli anni Novanta e Duemila hanno visto il continuo miglioramento di tecnologie e attrezzature, con l’adozione di materiali innovativi e design avveniristici. I record di velocità sono stati costantemente superati. La Centomiglia si conferma come palcoscenico mondiale per la vela, un’opportunità per cantieri e produttori di mostrare le ultime innovazioni.

Gli anni più recenti sono dominati da velocissimi multiscafi: nel 2023 e nel 2024 si è imposto, timonato da Matteo Pilati, il catamarano Extreme 40 Triade Sail Academy, un «mostro» tecnologico di 12 metri, in fibra di carbonio, con vele gigantesche (il gennaker utilizzato nelle andature portanti ha una superficie di 110 metri quadri), capace di toccare i 40 nodi (75 chilometri orari).

Nel weekend la 75ª edizione

Il presidente del Circolo Vela Gargnano, Francesco Capuccini, si appresta a veder salpare la 75ª edizione di una sfida che, anno dopo anno, è diventata un evento sportivo e culturale. «La Centomiglia – dice – non è soltanto una delle più lunghe e affascinanti regate in acque interne d’Europa, né soltanto la più longeva tra le regate italiane: è una storia di vela, di uomini e donne, di innovazione e tradizione, che il Circolo Vela Gargnano ha l’onore di custodire e far vivere dal 1951. Dal tempo delle foto in bianco e nero a quelle digitali, dalle barche in legno con vele di cotone alle imbarcazioni realizzate con materiali compositi, la Centomiglia ha attraversato le epoche appassionando tante generazioni di velisti». La 75ª edizione si disputerà su due prove: il Trofeo Gargnano sabato 6 settembre e il Trofeo Gorla domenica 7. Il vincitore assoluto sarà determinato sommando le due classifiche stilate secondo i tempi compensati.

La novità: tutti possono vincere la 75ª Centomiglia

La Centomiglia è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di vela - © www.giornaledibrescia.it
La Centomiglia è diventata un punto di riferimento per gli appassionati di vela - © www.giornaledibrescia.it

«Questa edizione del 2025 è stata lungamente preparata – spiega Capuccini – sin dall’inverno, grazie all’entusiasmo e all’impegno di un gruppo rinnovato di volontari, che hanno lavorato con energia per coinvolgere l’intero mondo della vela gardesana, nazionale ed europea, con la collaborazione del nuovo Comitato Zonale della XIV».

Dal punto di vista tecnico e sportivo, la grande novità è rappresentata dall’introduzione del sistema dei «tempi compensati», che permetterà a equipaggi di ogni livello e con imbarcazioni diverse di sfidarsi in una regata che premia abilità e strategia, e non solo la velocità pura.
«È una formula più sportiva – dice Capuccini – che tra l’altro è utilizzata in tutte le grandi classiche del Mediterraneo, dalla Giraglia alla 151 Miglia. Per la barca che arriva prima, di solito la più performante, ci sono la festa, lo champagne e il riconoscimento della line of honour, ma il trofeo della Centomiglia potrà andare a una barca più piccola, che magari arriverà ore dopo, in base al regolamento Orc, che calcola i compensi in base alle caratteristiche di ciascuna imbarcazione. È un sistema usato anche in atletica – spiega Capuccini –, nelle gare in cui prendono parte diverse categorie di età: nei 100 metri il ventenne arriverà prima del sessantenne, ma dovrà farlo con un determinato distacco, altrimenti la vittoria andrà al sessantenne».

La Centomiglia si rinnova profondamente, dunque, offrendo nuove possibilità di vittoria anche alle barche meno veloci. Lo racconta bene il motto di quest’anno: «Tutti possono vincere la 75ª Centomiglia!».

La ripresa dopo gli anni della crisi

Le barche iscritte sono al momento novanta, tra cui le eleganti tedesche della classe 45er, i monotipi (Dolphin 81, Protagonist 7.50, Ufo 22) e i multiscafi, categoria che promette spettacolo assoluto, con il trimarano Poison e l’M32 Bestia Blu, già vincitore della Centomiglia 2022.
Non mancano i campioni, come il veronese Roberto Benamati, tredici volte vincitore della Centomiglia. Tornerà a regatare con la sua amata Star, che con il sistema Orc può ambire anche alla vittoria assoluta. Chi salirà sul podio? Chi lascerà il segno? Lo sapremo domenica.
Intanto, dopo anni di crisi e di calo degli iscritti – iniziati con il declino delle barche della classe Libera e culminati con il Covid – attorno alla regina delle regate gardesane si respira un nuovo ottimismo.


«Quest’anno – continua il presidente Capuccini – è tornata la boa in acque trentine, abbiamo numerose iscrizioni dall’estero, è stato recuperato il sostegno di importanti realtà istituzionali e private e, soprattutto, stiamo superando i numeri dell’anno scorso. La sensazione è che si sia riusciti a mettere un freno al calo di entusiasmo e di iscritti e che si stia assistendo a un’inversione di tendenza». Tutte le info sul sito e sui canali social della Centomiglia del Garda.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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