Si spengono le luci, gli amici se ne vanno. Ma i riflettori restano accesi. Perché ora su Marcell Jacobs risplende l’aurea di quelle due meravigliose medaglie olimpiche del metallo più pregiato e il dopo - ciò che è iniziato l’altra sera con la festa tra parenti, staff e amici più stretti - sarà ancora luminoso grazie alle imprese del desenzanese in terra nipponica.
La maturità sportiva raggiunta dal quasi ventisettenne campione olimpico dei 100 e dei 4x100 è stata anche in una serata sobria per celebrare i trionfi ed il ritorno in Italia dopo più di due settimane in Giappone. Niente sfarzi, niente eccessi, niente iperboli: una semplice tavolata lunga all’aperto in un bel ristorante di Roma, in zona Ponte Milvio, non troppo lontano dal Foro Italico dove spesso si allena e dove ha costruito il suo capolavoro a cinque cerchi. Una serata finita poco dopo la mezzanotte: un po’ per la stanchezza dopo il lungo volo intercontinentale e un po’ perché anche i figli Anthony e Meghan avevano giustamente bisogno di riposo nel silenzio di casa dopo il can-can di una giornata comunque indimenticabile. Condita dagli affetti, dall’emozione di vedere tutta la sua famiglia all’aeroporto ad attenderlo. Dalla cena con Paolo Camossi e del resto dello staff, l’allenatore che ha guidato alla perfezione la squadra capace in due anni di togliere di dosso la paura del fallimento a Marcell, mettendogli lo smalto per risplendere e sprigionando i cavalli del suo motore.




