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CONCLUSIONE

Tokyo 2020, la cerimonia di chiusura: Jacobs portabandiera


Sport
8 ago 2021, 10:21

«È stata un’emozione super pensare che stavo rappresentando l'Italia nella cerimonia di chiusura di questa Olimpiade. È è stato veramente bello». Ecco le prime parole del doppio campione olimpico Marcell Jacobs dopo aver guidato la squadra azzurra nel corso della cerimonia di chiusura dei Giochi olimpici di Tokyo portando la bandiera tricolore. «Con questa bandiera, nel 2021, abbiamo fatto qualcosa di incredibile. È stato stupendo - aggiunge l’azzurro vincitore della medaglia d’oro sui 100 metri piani - condividere la cerimonia con i compagni di squadra che sono rimasti, e rivedere lo stadio per l’ultima volta, questo stadio che mi ha regalato davvero tanto».

Nel giorno conclusivo delle Olimpiadi di Tokyo l'Italia porta a casa la 40esima medaglia: le Farfalle della nazionale di ginnastica ritmica hanno infatto conquistato il bronzo, dietro a Russia e Bulgaria. «In questa medaglia - spiegano - ci sono tutte le lacrime che abbiamo versato». Con questo successo, la spedizione italiana raggiunge un altro record: ha vinto almeno una medaglia in ogni giorno di competizione. Non era mai accaduto che l’Italia avesse un medagliere così ricco.

Questa «è un'Italia multietnica e un'Italia super integrata» ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, che parla di una «medaglia in 16 regioni italiane» e annuncia che saranno ricevuti al Quirinale il 23 settembre. «La credibilità dello sport italiano è ai massimi livelli: si sono creati i presupposti ideali per ospitare grandi eventi in Italia. Siamo stati fortunati perché nella nostra squadra abbiamo avuto un solo caso Covid. Oggi il presidente del Cio, Thomas Bach, ci ha ricordato dove eravamo prima della partenza: queste Olimpiadi sono una scommessa clamorosamente vinta».

«Parigi 2024 è tra meno di tre anni: bisogna prepararsi, giocare d'anticipo. Non è impossibile ripetere questo risultato, però dobbiamo occuparci di sport, solo di sport. Non possiamo più disperdere energie come abbiamo fatto in quest'ultimo anno e mezzo».

Malagò è anche tornato a parlare dello ius soli sportivo: «La nostra proposta è di anticipare l'iter burocratico per lo ius soli sportivo, che ad oggi è infernale, un girone dantesco. È vero che a 18 anni puoi fare quello che vuoi, ma - ha proseguito - se aspetti il momento per fare la pratica hai perso una persona. A volte ci sono tre anni di gestazione e nel frattempo, se l'atleta non ha potuto vestire la maglia azzurra, o smette, o va nel suo paese di origine, oppure peggio arriva qualcun altro che studia la pratica e in un minuto gli dà cittadinanza e soldi».  

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