Diana, la gioia arriva anche fuori campo: «Momento magico»

Il coach della Germani: «La vittoria su Milano ha fatto felice tanta gente E io sarò di nuovo papà»
In famiglia. Andrea Diana e i suoi affetti più cari dal profilo Facebook
In famiglia. Andrea Diana e i suoi affetti più cari dal profilo Facebook

La consapevolezza di aver scritto la storia. Nel cuore di chi c’era, la vittoria della Germani sull’Olimpia Milano avrà sempre un posto speciale. Anche se la speranza, è che quel posto venga sostituito da emozioni ancora più grandi il più presto possibile.

L’impresa. Ha urlato, ha gioito, si è disperato (buttandosi anche in terra in occasione di una palla persa da Landry nel finale). Una moltitudine di emozioni quelle provate da Andrea Diana durante la sfida alla corazzata meneghina. Emozioni forti, che il coach della Leonessa sta vivendo anche fuori dal campo, dato che Valentina lo renderà ancora padre (e stavolta, dopo Federico, sarà una femminuccia).

Diana è stato ospite negli studi di Basket Time su Teletutto e oltre a dare questo annuncio ha rivolto lo sguardo al futuro che attende lui e suoi ragazzi, ma ha anche ovviamente parlato dell’impresa che Brescia ha compiuto 32 anni dopo l’ultima volta.

«La gioia è tanta, soprattutto vedere la contentezza nelle facce delle persone a fine partita - spiega coach Diana -. C’era un’atmosfera particolare, dove tutti avevano il desiderio di battere Milano. Desiderio che avevo anche io, che da livornese ricordo la finale scudetto del 1989 persa contro i biancorossi. L’entusiasmo che si respira in città è contagioso, e ci aiuta a lavorare più duramente e a credere in traguardi che in passato sembravano irraggiungibili».

Già perché in casa Leonessa sta succedendo tutto così in fretta: «Se penso a dove eravamo due anni fa, con l’inizio dei playoff in A2 sta succedendo tutto molto in fretta. Ma io dico sempre che il lavoro paga, e qua di gente che lavora ce n’è parecchia. Poi durante la vita quotidiana cerco di godermi ogni momento, senza farmi condizionare solo dai risultati. Il primo momento in cui sono arrivato a Brescia è stata un’occasione di grande crescita per me, e se mi guardo indietro di strada ne è stata fatta parecchia. Ma non sono appagato».

Gli hobby. Una vita semplice fuori dal campo quella del coach, fatta di famiglia e arte: «Passo il tempo con la mia famiglia, facciamo le nostre "girate" e porto fuori il cane (un animale da 40 kg, mix tra labrador e maremmano, ndr). Cerco di dedicar loro il tempo che spesso non riesco a ritagliarmi tra allenamenti e trasferte, soprattutto d’estate. Valentina, che tra pochi mesi mi renderà papà anche di una bimba, è una grande appassionata di storia dell’arte, e girare per mostre e città d’arte è la nostra passione. Il mio artista preferito? Caravaggio. Ogni volta che vado a Roma entro nella chiesa di San Luigi dei Francesi, al suo interno c’è una cappella con un quadro che amo molto, ovvero "La Vocazione di Matteo"».

Il tifo. E tra le passioni di Andrea Diana non può mancare ovviamente lo sport, anche quello a tinte bianconere: «Sì, sono juventino dalla nascita. Quando ero giovane, oltre che tifoso della Libertas Basket Livorno, ero anche iscritto allo Juventus Club di Livorno e mi feci pure qualche trasferta. Tra l’altro, tutto il mio staff tecnico è juventino - racconta ridendo -. Mi piace anche leggere di sport, magari biografie di allenatori per capire la filosofia che hanno e il modo in cui gestiscono i gruppi».

 

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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