La Germani non si limita più a riscrivere la propria storia (6 vittorie di fila in partenza, non era mai successo), ma ora mette mano anche ai libri sacri della pallacanestro italiana.
Contro ogni pronostico comanda Brescia. Le altre devono guardarle la targa. Come i dieci piccoli indiani di Agatha Christie, le avversarie stanno uscendo di scena.
Mancava Venezia, ieri si è fermata anche lei. Al comando c’è solo Brescia. La sesta meraviglia. Totale gestione del match, controllo emotivo della situazione, giocando con i pedali di acceleratore e freno, arginando i sussulti d’orgoglio di quella che è doveroso valutare come l’avversaria più debole vista finora (ora ultima da sola), ma che andava comunque trattata con rispetto. La Germani fa 6 su 6, anzi «5+1»: quanto visto con Reggio Emilia è la naturale, perentoria evoluzione delle giornate precedenti.
«Insieme scriviamo la storia» l’input dei tifosi prima del match. «Siamo nella storia» la frase impressa sulle magliette celebrative comparse a fine gara (quindi già stampate, perché anche un po’ di sana presunzione ci vuole in questi momenti...).
Sono raggianti, felici per quanto visto sul parquet del PalaGeorge. La presidente Graziella Bragaglio e il patron Matteo Bonetti, d’altronde, non potevano aspettarsi di meglio da questo lunch match della sesta giornata di serie A.


