Quando un corridore è costretto ad abbandonare il Giro perché non sta bene è sempre un dispiacere, ma per noi bresciani perdere Scaroni a pochi giorni dalla tappa che sembrava disegnata apposta per le sue caratteristiche e dove sarebbe stato fra i sicuri protagonisti è un doppio dispiacere. Gli auguro pronta guarigione.
Il trionfo di Vingegaard

Per quanto riguarda la 14esima tappa è avvenuto tutto quello che era nel pronostico, ovvero l’attacco con un gran numero di Vingegaard che ha staccato tutti gli avversari e messo in chiaro, semmai ce ne fosse bisogno, che il padrone del Giro è lui.
Eulalio stoico in difesa

Grandi complimenti al portoghese Eulalio che ha difeso con i denti la sua maglia rosa e non è crollato come ci si attendeva, ma resta incredibilmente secondo in classifica.
Piganzoli troppo irruento
Grande anche l’azzurro Piganzoli, gregario di Vingegaard, al quale però faccio un appunto: ha fatto un bel lavoro per la squadra, d’accordo ha voluto tener duro per voler arrivare davanti al suo amico Pellizzari e storico avversario, ma certi sforzi, ritengo inutili, per un ragazzo giovane rischiano di essere pagati poi nella terza settimana. E se un giorno prende la cotta, non è più utile a sé stesso perché finisce fuori classifica, e neppure alla squadra perché non può più dare una mano al suo capitano.




