Ciclismo, il Città di Brescia premia gli «eroi» delle prime edizioni

A partire da Visentini, vincitore mezzo secolo fa, a ritroso fino a Denti, una targa ai bresciani che hanno trionfato
Paolo Venturini

Paolo Venturini

Giornalista

Orfeo Pizzoferrato, quattro volte vincitore del trofeo Guizzi oggi Città di Brescia - © www.giornaledibrescia.it
Orfeo Pizzoferrato, quattro volte vincitore del trofeo Guizzi oggi Città di Brescia - © www.giornaledibrescia.it

Il trofeo Città di Brescia by Guizzi giunto alla 63esima edizione, la classica in notturna per dilettanti, in programma quest’anno in Castello il 30 giugno, rende omaggio ai primi vincitori bresciani di questa corsa. A far balenare l’idea a Fermo Fiori, presidente del gruppo sportivo organizzatore dell’evento, di un premio speciale per i corridori che hanno reso grande questa corsa è stato il ricordo lanciato sulle pagine del Giornale di Brescia della vittoria 50 anni fa di un giovane Roberto Visentini, all’epoca campione mondiale uscente degli Juniores e dieci anni dopo vincitore del Giro d’Italia con i professionisti.

Visentini mezzo secolo fa

Un vincitore illustre, ma non lo sono da meno anche gli altri bresciani vincitori della corsa nel decennio precedente. In tutto nove atleti, Visentini compreso, che riceveranno una targa a ricordo della loro impresa.

Gli altri premiati

Mino Denti con la maglia della Scic - © www.giornaledibrescia.it
Mino Denti con la maglia della Scic - © www.giornaledibrescia.it

In ordine cronologico riceveranno il premio durante la conferenza stampa di presentazione della gara: Mino Denti, vincitore della prima edizione in assoluto della corsa, nel lontano 1963 quando nacque dedicata alla categoria Allievi (gli Juniores di oggi) e poi divenne un dilettante di grandissimo livello conquistando il Mondiale dell’inseguimento a squadre e vincendo soprattutto il Tour de l’Avenir che gli spalancò le porte del professionismo dove tuttavia fu poco fortunato (una terribile caduta al Giro d’Italia gli precluse il prosieguo della carriera come corridore); Ferruccio Manza nel 1964 anno nel quale dominò la stagione dilettanti e conquistò poi alle Olimpiadi di Tokyo la medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre; Mario Anni nel 1965 prima di passare professionista e diventare un fedele gregario oltre che legatissimo amico del grande Michele Dancelli.

E poi ancora nel 1969 Enrico Camanini, il più forte dilettante di quella generazione, nel 1970 Aldo Parecchini di Nave come Ferruccio Manza che passò poi per qualche stagione nei professionisti togliendosi anche qualche soddisfazione, nel 1971 Dante Zorzi, nel 1972 Adriano Bonardi e prima di Visentini Orfeo Pizzoferrato che vinse la corsa nel 1973 e nel 1975, ma seppe ripetersi per altre due volte qualche anno dopo nel 1978 e 1979, rimasto orgogliosamente dilettante per poter giocare sempre un ruolo da protagonista e non piegarsi al gregariato e ai giochi di squadra.

La premiazione

I nove atleti in questione saranno premiati dal Gs Città di Brescia in segno di ringraziamento per aver portato lustro ad una corsa entrata di diritto nel cuore e nell’orgoglio dei bresciani, conosciuta anche all’estero come la gara della notte dal fascino unico e inimitabile.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Sport

Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.

Canale WhatsApp GDB

Breaking news in tempo reale

Seguici
Caricamento...
SponsorizzatoBlefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere prima di sottoporsi all’interventoBlefaroplastica: tutto quello che c’è da sapere prima di sottoporsi all’intervento

Indicazioni, benefici, rischi e recupero: il dottor Alessandro Bordato risponde alle domande più comuni sull’operazione

Leadership e strategiaLeadership e strategia

Il libro di Shai Misan, che applica i principi del gioco degli scacchi alla leadership e alla gestione del cambiamento.

SCOPRI DI PIÙ
Aree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsiAree naturali protette del bresciano - Ambienti e percorsi

La seconda guida Grafo è dedicata al Parco Alto Garda Bresciano, ai parchi dell’hinterland e della pianura orientale.

SCOPRI DI PIÙ