«La medaglia d’argento di Tokyo fu l’apice della mia carriera, ma ancora oggi lo ricordo come l’inizio di un periodo sfortunato che mi portò entro pochi anni ad abbandonare il ciclismo».
A 57 anni da quello splendido argento col quartetto della 100 chilometri Ferruccio Manza da Cortine di Nave, non riesce a vivere con gioia quel momento glorioso che gli valse pure il cavalierato per meriti sportivi.



