L’Union Brescia si tiene le proprie certezze e aspetta i rientri di lusso

L’eliminazione in Coppa Italia ha sancito lo stato da «lavori in corso». Ora i test
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

L'Union Brescia ad Arezzo ha salutato subito il palcoscenico di Coppa Italia
L'Union Brescia ad Arezzo ha salutato subito il palcoscenico di Coppa Italia

Eliminazione a dramma zero. Ad Arezzo il Brescia si è sottoposto a una specie di controllo qualità. Che partiva da parametri fissati all’interno del quartier generale biancazzurro dentro un percorso d’avvicinamento al campionato un po’ atipico rispetto alla «ritualità» estiva. Modifiche, a base di due sole uscite ed entrambe sul morbido, che hanno fatto in modo che non si sapeva bene cosa aspettarsi dal confronto contro un Arezzo a sua volta in rodaggio e che si sta attrezzando per la B e che al contrario del Brescia ha scelto una preparazione tutta giocata e che comunque consente agli uomini di Bucchi di avere già un ritmo diverso.

Cosa è emerso

Nel risultato è andata male, nel contenuto ci sono invece motivi per pensare che la strada imboccata è quella giusta, anche se ancora occorre aggiungere dell’immaginazione per «vedere» il Brescia in assetto definitivo, tra uomini e condizione ottimale.

Ci sono state stonature nei singoli, come nel caso di Alberto Rizzo. Ma si può mai dubitare dell’affidabilità del difensore di Trapani? Classica serata no e sono stati anche tanti altri a non brillare in maniera particolare. Però il Brescia di Corini è sempre il Brescia di Corini: una squadra che sa soffrire, sa tutto sommato serrare i ranghi quando si sente in difficoltà e sa fare di necessità virtù. Come? Provando a rimanere sempre sui binari della sua comprovata organizzazione, anche se e quando mancano lucidità e quel tanto di qualità o brillantezza.

Una squadra che anche quando sembra lì, quasi sullesue, fa quel che sa e quel che conosce tentando sempre di spostare in qualche modo l’asticella un po’ più in là. E trovando il modo di creare: è successo anche ad Arezzo. Dove però per contro è successo anche che, sulla falsa riga dell’anno scorso, serve essere più precisi sottoporta.

Eugenio Corini lavora al prossimo futuro dell'Union Brescia
Eugenio Corini lavora al prossimo futuro dell'Union Brescia

Ma fin qui, nel complesso, tutto bene: abbiamo riconosciuto il «nostro» Brescia e i suoi preziosi fondamentali. Per il resto, è molto difficile andare oltre e lanciarsi in giudizi, di qualsiasi segno.

La mancanza di Mercati

Anche alla luce di quelli che sono stati gli intoppi estivi oltre che degli strascichi fisici dalla passata stagione. È ancora tutto troppo disomogeneo. Valerio Crespi al di là delle sue buone intenzioni e della voglia, è ancora molto indietro e lo stesso a esempio vale anche per Mattia Zennaro in mezzo. In mezzo, ecco: dove manca la capacità di cambiare il passo e quel tipo di energia che deriva da Alessandro Mercati, pezzo da novanta – per caratteristiche resta unico – grande assente che è riatteso in gruppo nei prossimi giorni. E poi la destra, già penalizzata la passata stagione.

Pronti via e il «pezzone» Tiago Casasola si è infortunato (buona notizia: è tornato in gruppo) saltando la preparazione. Mentre il suo cambio Guglielmotti fa i conti con le difficoltà da rientro (tornerà a lavorare con i compagni dalla prossima settimana) dopo il lungo stop derivante dalla rottura del crociato. Ad Arezzo, nella ripresa, al posto di un balbettante Armati, si è dovuto riaccomodare lì Marras. E pesa anche l’assenza di Gori: nel caso del portiere, non è solo questione di affidabilità tra i pali, ma anche di qualità per giocare con il resto della squadra. Qualità che l’ultimo arrivato Zacchi possiede e che ora sarà chiamato a dimostrare. La manovra passa anche da lì, da un certo dialogo con una difesa nella quale Silvestri studia sempre più da centrale della difesa a tre e nella quale sta trovando i meccanismi l’interessantissimo Sina.

Le uscite

Al Brescia ora, più di tutto, servono i recuperi di lusso. Per poi capire di conseguenza se altro servirà dal mercato. Un mercato che comunque passerà anche dalle uscite: il club lavora alle partenze di Fogliata ed Hergheligiu, a quelle di uno tra Pilati e Pasini e anche davanti si pensa a un sacrificio (da Vido a Di Molfetta a Spagnoli a Pellegrini, nessuno è intoccabile) per poi eventualmente cercare integrazioni di rosa che siano funzionali al massimo e che potrebbero anche portare a nuove soluzioni tattiche. È ancora troppo presto per tutto.

I test

Per rodarsi in vista del debutto in campionato contro il Carpi (21 agosto), il Brescia ha ora in programma due sgambate: a Salò (in entrambi i casi si gioca a porte chiuse) i biancazzurri affronteranno mercoledì mattina svolgeranno una partitella in famiglia e venerdì sfideranno il Piacenza di serie D

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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