Eliminazione a dramma zero. Ad Arezzo il Brescia si è sottoposto a una specie di controllo qualità. Che partiva da parametri fissati all’interno del quartier generale biancazzurro dentro un percorso d’avvicinamento al campionato un po’ atipico rispetto alla «ritualità» estiva. Modifiche, a base di due sole uscite ed entrambe sul morbido, che hanno fatto in modo che non si sapeva bene cosa aspettarsi dal confronto contro un Arezzo a sua volta in rodaggio e che si sta attrezzando per la B e che al contrario del Brescia ha scelto una preparazione tutta giocata e che comunque consente agli uomini di Bucchi di avere già un ritmo diverso.
Cosa è emerso
Nel risultato è andata male, nel contenuto ci sono invece motivi per pensare che la strada imboccata è quella giusta, anche se ancora occorre aggiungere dell’immaginazione per «vedere» il Brescia in assetto definitivo, tra uomini e condizione ottimale.
Ci sono state stonature nei singoli, come nel caso di Alberto Rizzo. Ma si può mai dubitare dell’affidabilità del difensore di Trapani? Classica serata no e sono stati anche tanti altri a non brillare in maniera particolare. Però il Brescia di Corini è sempre il Brescia di Corini: una squadra che sa soffrire, sa tutto sommato serrare i ranghi quando si sente in difficoltà e sa fare di necessità virtù. Come? Provando a rimanere sempre sui binari della sua comprovata organizzazione, anche se e quando mancano lucidità e quel tanto di qualità o brillantezza.
Una squadra che anche quando sembra lì, quasi sullesue, fa quel che sa e quel che conosce tentando sempre di spostare in qualche modo l’asticella un po’ più in là. E trovando il modo di creare: è successo anche ad Arezzo. Dove però per contro è successo anche che, sulla falsa riga dell’anno scorso, serve essere più precisi sottoporta.

Ma fin qui, nel complesso, tutto bene: abbiamo riconosciuto il «nostro» Brescia e i suoi preziosi fondamentali. Per il resto, è molto difficile andare oltre e lanciarsi in giudizi, di qualsiasi segno.
La mancanza di Mercati
Anche alla luce di quelli che sono stati gli intoppi estivi oltre che degli strascichi fisici dalla passata stagione. È ancora tutto troppo disomogeneo. Valerio Crespi al di là delle sue buone intenzioni e della voglia, è ancora molto indietro e lo stesso a esempio vale anche per Mattia Zennaro in mezzo. In mezzo, ecco: dove manca la capacità di cambiare il passo e quel tipo di energia che deriva da Alessandro Mercati, pezzo da novanta – per caratteristiche resta unico – grande assente che è riatteso in gruppo nei prossimi giorni. E poi la destra, già penalizzata la passata stagione.
Pronti via e il «pezzone» Tiago Casasola si è infortunato (buona notizia: è tornato in gruppo) saltando la preparazione. Mentre il suo cambio Guglielmotti fa i conti con le difficoltà da rientro (tornerà a lavorare con i compagni dalla prossima settimana) dopo il lungo stop derivante dalla rottura del crociato. Ad Arezzo, nella ripresa, al posto di un balbettante Armati, si è dovuto riaccomodare lì Marras. E pesa anche l’assenza di Gori: nel caso del portiere, non è solo questione di affidabilità tra i pali, ma anche di qualità per giocare con il resto della squadra. Qualità che l’ultimo arrivato Zacchi possiede e che ora sarà chiamato a dimostrare. La manovra passa anche da lì, da un certo dialogo con una difesa nella quale Silvestri studia sempre più da centrale della difesa a tre e nella quale sta trovando i meccanismi l’interessantissimo Sina.
Le uscite
Al Brescia ora, più di tutto, servono i recuperi di lusso. Per poi capire di conseguenza se altro servirà dal mercato. Un mercato che comunque passerà anche dalle uscite: il club lavora alle partenze di Fogliata ed Hergheligiu, a quelle di uno tra Pilati e Pasini e anche davanti si pensa a un sacrificio (da Vido a Di Molfetta a Spagnoli a Pellegrini, nessuno è intoccabile) per poi eventualmente cercare integrazioni di rosa che siano funzionali al massimo e che potrebbero anche portare a nuove soluzioni tattiche. È ancora troppo presto per tutto.
I test
Per rodarsi in vista del debutto in campionato contro il Carpi (21 agosto), il Brescia ha ora in programma due sgambate: a Salò (in entrambi i casi si gioca a porte chiuse) i biancazzurri affronteranno mercoledì mattina svolgeranno una partitella in famiglia e venerdì sfideranno il Piacenza di serie D.




