Come in tutte le ripartenze, serve una spinta. Che di solito, arriva per antonomasia dalle retrovie. Nel calcio che vince, quella spinta, arriva dall’esterno. Anzi, dagli esterni. Non è certo un mistero che Eugenio Corini punti particolarmente, per la costruzione del suo gioco, sulle fasce. I binari di destra e di sinistra cari all’allenatore di Bagnolo Mella, sono da sempre punto fermo dei suoi dettami calcistici. E non è certo un caso che il primo nome in agenda chiesto dal tecnico del Brescia ed ottenuto dal diesse Ferretti in tempo reale sia quello dell’argentino Casasola, esterno di destra.
Gli uomini disponibili
Per una squadra che, al momento, può vantare tre (Cisco è sulla lista dei partenti) «quinti» di destra – Casasola, Guglielmotti e Armati – e due (e mezzo) di sinistra, ovvero De Maria, Boci e, nell’eventualità, il braccetto Rizzo che Corini ha schierato l’anno scorso qualche volta in corsa come esterno mancino dei cinque.
Senza dimenticare che Marras arrivò nel gennaio scorso per ricoprire quella zona di campo – e lo fece a destra per buona parte del girone di ritorno – prima di essere collocato da Corini come sottopunta atipico e poi, ruolo che attualmente ricopre, nelle veci di doppio trequartista, lavoro che sta svolgendo con l’ultimo nuovo arrivo Rizzo Pinna.

La scala
Sulla carta delle gerarchie coriniane, dovrebbero essere Casasola (ancora ai box per l’infortunio patito in ritiro) e De Maria i titolari delle due fasce in un campionato però lungo, dove gli alter ego devono essere all’altezza. E i vari Guglielmotti (il più esperto del lotto, seppur rientrato di recente dopo il crack al crociato della stagione scorsa ed ora ai box per una noia muscolare), Boci e Armati hanno dimostrato di esserlo. Un automatismo nei movimenti che gli esterni biancazzurri devono perfezionare con i due suddetti trequartisti, spesso a giocare tra le linee per fornire assist e pure per puntare la porta, ma senza disdegnare qualche giocata in fascia. Fascia che anche i braccetti, in sortita offensiva, possono correre per mettere a loro volta palloni in area.
La storia insegna
Che gli esterni siano punto di forza delle squadre vincenti, lo dicono anche i recenti numeri della categoria: tutte e quattro le squadre che sono approdate in serie B, hanno avuto soprattutto ai lati il loro punto di forza. A cominciare dal Vicenza, dominatore del girone A: Caferri (in alternanza con Tribuzzi) e capitan Costa sono stati i trascinatori nel 3-5-2 dei biancorossi. Così come Pattarello e Tavernelli per l’Arezzo che li ha schierati larghi nel 4-3-3. Pattarello (è stato anche sull’agenda biancazzurra dei desiderabili) che ha anche vinto, al pari di Bifulco e D’Uffizi, la classifica marcatori del girone B con 13 gol.
Tredici reti le anche messe a referto Davide Lamesta (omonimo di Alessandro, centrocampista dell’Union) che con Della Morte ha infiammato gli esterni del Benevento, prima nel 3-4-3 di Auteri, poi nel 4-2-3-1 del subentrato Floro Flores. Coppia d’esterni letale, soprattutto per il Brescia, anche quella dell’Ascoli con Silipo (anche un gran gol per lui nella finale di ritorno play off al Del Duca che ha definitivamente tagliato le gambe a Balestrero e compagni) e il succitato D’Uffizi.
Insomma, una prova provata in più dell’importanza del ruolo e della spinta che la squadra può avere con i protagonisti giusti a svolgerne il lavoro. E questo Corini, convinto della sua essenzialità, lo sa bene.



