La constatazione che va fatta in casa Brescia a marzo inoltrato è che l’auspicato effetto balsamico del mercato è stato diluito in un oceano di infortuni. Gli ultimi a fermarsi sono stati Valerio Crespi, colui che a gennaio l’aveva spuntata nel ballo delle punte, e Davide Di Molfetta, fermato da nuovi guai dal ginocchio sottoposto a terapie nei due mesi di stop tra dicembre e febbraio.
È sempre emergenza
Il punto è che a sette giornate dalla fine della stagione regolare un infortunio è ancora in grado di mandare in crisi il reparto. Due, come in questo caso, aprono una voragine. Per la gara con l’Alcione a Corini resta solo una soluzione di rattoppo, vale a dire l’adattamento di Valente (che attaccante non è) accanto al solito Cazzadori. A meno che non viri su un cambio modulo. Resta il concetto: su questo fronte, nulla è cambiato da quando il tecnico è tornato a Brescia. Lo stato d’emergenza in attacco è endemico.




