Marras sbaglia tutto, Crespi è un’ombra: le pagelle del Brescia

Brutta prestazione dei biancazzurri, che non vanno oltre lo 0-0 con la Triestina ultima in classifica: il migliore è Gori, che evita lo psicodramma
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

La delusione a fine gara di Cazzadori - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
La delusione a fine gara di Cazzadori - Foto New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it

Un altro passo falso per il Brescia, che dopo lo 0-0 contro la Triestina esce tra i fischi del Rigamonti. La lotta per il secondo posto, ora, è completamente riaperta. Di seguito le pagelle dei biancazzurri.

6.5 – Stefano Gori

La squadra arranca, ma la sua serata scorre liscia fino all’83’: decisivo (come nessun altro compagno) con quel piedone che s’allunga sul diagonale tagliente di Faggioli. Evita quantomeno lo psicodramma.

6 – Luigi Silvestri

Non è immune da qualche piccola distrazione, che maschera un po’ con il mestiere e un po’ beneficiando dell’inconsistenza di chi ha di fronte. Rimane a galla, nel naufragio generale, con queste armi. Anche perché la Triestina, pur non scollegandosi mai, non attacca con grande continuità.

6 – Frederik Sorensen

Vale un po’ il discorso fatto per Silvestri: innesta il pilota automatico e si guadagna la sufficienza. Ha la lucidità per mettere in tempo in offside Vertainen (insieme a Mallamo) sul gol annullato ai giuliani.

5.5 – Alberto Rizzo

L’intervento su Vicario al 14’ è un rischio sconsiderato: giusto ammonirlo, ma su una dinamica come quella sono i centimetri a tracciare il confine tra giallo e rosso. Va in gestione dopo la sanzione, Corini lo lascia saggiamente in panchina dopo l’intervallo. Dal 1’ st Loris Armati (6): dietro è attento, prova anche a rinfocolare la manovra accompagnandola quando può.

4.5 – Manuel Marras

Che il suo mattino non abbia l’oro in bocca è evidente dopo due minuti: svarione sulla fascia che apparecchia l’occasione più importante per la Triestina nel primo tempo. Poi colleziona errori su errori. La sua partita peggiore da quando è a Brescia: Corini lo sostituisce all’intervallo. Dal 1’ st Andrea Cisco (6): due o tre fiammate del vecchio Cisco. Un po’ di vivacità in più sulla destra, a tempo scaduto sfiora anche il gol. Uno dei migliori.

5 – Davide Balestrero

Il Re Mida dell’ultimo periodo lascia spazio al capitano contratto e poco incisivo della sua prima vita a Brescia. Non ce n’è nemmeno per lui, questa volta, anche se per poco nel recupero non torna a travestirsi da eroe con quell’acrobazia fuori di un metro.

6 – Alessandro Lamesta

Più sciolto in una veste da regista che interpreta con le proprie caratteristiche: tasso d’aggressività inflazionato rispetto ai compagni, intraprendente (ma isolato) in transizione. Cala nel secondo tempo, anche perché spende tanto in precedenza. Dal 34’ st Davide Di Molfetta sv.

5.5 – Riccardo Fogliata

Incassa come un pugile, e non metaforicamente: prima rimedia un colpo alla testa, poi si becca il fallaccio da arancione di Silvestro. A furia di prendere botte, dopo un paio di guizzi, finisce per appiattirsi. Sacrificato all’intervallo. Dal 1’ st Alessandro Mallamo (5.5): prova a rifornire l’attacco con qualche palla morbida, puntualmente intercettata dalla difesa giuliana. Sembra ancora lontano dagli standard migliori.

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6 – Brayan Boci

Nel primo tempo avvilente del Brescia è l’unico (insieme a Lamesta) ad avventurarsi in qualche strappo sulla corsia. Sono scintille flebili, che non sottraggono la squadra alle tenebre, ma quantomeno lancia segnali sul piano dell’atteggiamento.

5.5 – Denis Cazzadori

Si accende solo quando dalle retrovie filtra un po’ di elettricità: nel primo tempo calcia sull’esterno della rete, l’ultima cartuccia che spara è un colpo di testa che si perde sopra la traversa. Si arrangia con quel che ha, quindi pochissimo.

4.5 – Valerio Crespi

Il blocco basso con cui l’Union si affaccia alla partita non agevola gli attaccanti, e questo è un fatto. Lui però somiglia sempre più alla sua seconda versione bresciana: non quella dirompente (nei numeri) con la quale si era presentato, ma quella raffazzonata e pasticciona degli ultimi tempi. Controllo da censura al 7’, nell’area piccola: era un’occasione vera. Esce nella ripresa per un problemino al flessore. Dal 10’ st Mattia Valente (5.5): una spizzata prima del contatto Vicario-Boci, poi praticamente più nulla.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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