Brescia stile play off, ma va affinato il feeling con gli ultimi metri

Un punto - che va conquistato, costruito, guadagnato – per andare a capo, resettare e mettersi sulla lunghezza d’onda dei play off. È già iniziata l’ultima settimana di regular season e l’aria è quella del sabato – letteralmente – del villaggio e dunque di grande attesa: il secondo posto è a tanto così dal poter essere certificato e già non si vede l’ora della resa dei conti con l’Inter U23 (avviso ai naviganti: nulla è scontato e ci sarà da battagliare...). Solo il Brescia, sbagliando approccio e credendo di aver di fronte dei sognori nessuno, può farsi scappare di mano un obiettivo tanto inseguito e – comunque la si pensi – meritato: se non altro per come – pur nell’incostanza e spesso a suon di mazzate e difficoltà da scollinare – ci sia stata una capacità di fondo di resistere (certo approfittando anche di inseguitrici non particolarmente «sveglie» in momenti clou).
L’opera va però completata. Per poi tirare una riga prima di proiettarsi nei play off. Il Brescia resta il Brescia, tra pregi e difetti, sia che lo si pensi in regular season sia che se ne proietti l’immagine nel post season, ma è un po’ come quando scatta Capodanno: dal 31 dicembre all’1 gennaio il solo elemento che cambia davvero è il calendario, però mentalmente scatta comunque un click che porta a formulare buoni propositi, a coniugare solo belle intenzioni, a lasciarsi alle spalle ciò che è stato e scurdamoce o’ passato. E, si sa: ai play off l’aspetto mentale sarà particolarmente decisivo.
Cosa ha detto la partita con la Dolomiti

Naturalmente non sta tutto lì: perché gira e rigira è sempre sul campo, quindi con i fatti, che le pagine vanno scritte. In particolare quello che ci è apparso con la Dolomiti è stato un Brescia modello play off. Perfezionabile, da immaginare in un contesto con avversarie parimenti motivate, ma su quella strada.
È stata una questione di condotta generale della partita: i biancazzurri, che intanto da quattro giornate hanno anche una continuità di formazione, non sono mancati nell’applicazione, nella capacità gestionale (sì, sono stati corsi un paio di rischi nella ripresa, ma derubricheremmo il tutto alla sezione della fisiologia), nell’esecuzione di certe trame, nella concentrazione che è sempre rimasta su alti livelli.
Il tutto, da amalgamare con le buone notizie che arrivano dal fronte dei recuperi totali di gente come Mattia Zennaro e Alessandro Mercati (che ha riportato in auge anche la modalità gol dalla panchina) che contribuiscono ad alzare i decibel di un centrocampo che al completo conta su una bella somma di qualità e quantità in abbinata: c’è, in prospettiva, di che variare e svariare trovando anche escamotages tattici efficaci. Vedi, nelle ultime uscite, le posizioni di Balestrero e Marras.
I numeri di difesa e attacco
Ovviamente il 2-0 inflitto alla Dolomiti non va preso per oro colato e va tenuto nel quadro del percorso di un Brescia che, prima di tutto, ai play off dovrà vincere prima che giocare bene. Servirà pragmatismo ed è da questo punto di vista, probabilmente, che va ora fatto il lavoro maggiore. Intanto, i Corini’s contano su una non banale solidità difensiva: quella dei biancazzurri resta la miglior retroguardia (24 gol presi) del girone mentre in assoluto in C solo Ascoli (22) e Arezzo (23) hanno fatto meglio.
L’up grade, tanto per cambiare, va fatto nella finalizzazione e non c’è dubbio sul fatto che il Brescia debba affinare il suo feeling con gli ultimi metri: tra frenesia, mancanza di qualità nell’ultimo passaggio, assenza di freddezza nella finalizzazione e altro, e – se si vuole – assenza di un vero cecchino d’area – là davanti (48 reti, quarto attacco del girone, un bottino molto magro rispetto a quello delle altre big della categoria) serve una maggior concretezza immaginando un clima post season da tatticismi esasperati e conseguenti pochi spazi all’aprirsi dei quali occorrerà farsi trovare pronti.
Sprechi e scialacquate di sorta come nelle ultime giornate in cui è cresciuto il dato dei gol attesi, senza però che il dato realizzativo sia stato a livello (appena 5 gol fatti nelle ultime 8), non possono essere ammessi. Ora però, prima di tutto, un punto per andare a capo: la testa deve stare solo lì.
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