Corini: «Solidi mentalmente, la strada è questa. A Monza per vincere»

In sala stampa va in scena un siparietto figlio dello slittamento di Lecco-Lumezzane. Eugenio Corini parte in quinta: «Con una vittoria a Monza siamo secondi, a prescindere da tutto». Poi tronca uno dei ragionamenti che punteggiano la sua conferenza: «Ho appena saputo che hanno pareggiato…».
Un assist dai rossoblù, che appena una settimana fa avevano inflitto una delle sconfitte più amare al bagnolese, che non cambia la sostanza: «Dovremo comunque andare là per vincere, mettendo in campo un’attenzione da finale play off. Solo così possiamo allenare la mente, oltre che il fisico».
L’analisi
Il 2-0 alla Dolomiti Bellunesi è un segnale soprattutto su questo fronte. Corini tira in ballo più volte la «solidità mentale» che la sua squadra ha avuto oggi. «L’unico punto a sfavore – osserva – è non aver concretizzato la mole di occasioni che abbiamo prodotto. La squadra, però, è stata brava a non farsi distrarre dal gol annullato in avvio, a mio avviso ingiustamente».
Eugenio si sofferma poco su quell’episodio, tradendo lo stesso disappunto che aveva mostrato nel dopogara al Saleri: «Sembra che Balestrero abbia appoggiato irregolarmente il braccio sull’avversario. A me sembrava assolutamente regolare. Detto questo, mi sono espresso chiaramente già a Lumezzane. È un peccato vedere annullati gol come questo».
La difesa
A Monza il suo Brescia andrà con tre difensori in diffida (Silvestri, Sorensen e Armati), ma Corini giura di non pensarci minimamente: «Non è un aspetto che posso tenere in considerazione». A proposito del danese, uscito acciaccato nella ripresa: «Già prima di Lumezzane aveva avuto un problemino, poi ha anche subito una botta al costato, l’abbiamo dovuto gestire e poi forzare. Mi auguro non sia nulla di grave».
La buona notizia è che a sostituirlo è stato Pasini, al rientro dopo quattro mesi e mezzo: «Non nego che in settimana, quando Frederik era in dubbio, ho pensato anche a lui. Credo non abbia un’autonomia superiore ai 35-45 minuti, ma per noi è importantissimo: sa sempre cosa dire, e quando dirlo. Dopo la partita mi ha confidato di essere felice come un bambino. Aver ritrovato il campo gli darà tanta autostima».
Il protagonista

La gara di oggi apre ufficialmente il dibattito: meglio il gol di Crespi col Cittadella, o quello di Marras? Corini liquida l’argomento ammettendo che sì, «forse quello di Manuel è ancora più complicato», ma che in fondo a lui danno altrettanta gioia «i gol sporchi, quelli da un metro, perché è racchiusa lì tutta la fatica che fai per costruirli».
Per uno dei diretti interessati (Marras, appunto), la risposta è più semplice: «È più bello il mio, non c’è discussione (ride, ndr). Lo metto tra i cinque migliori della mia carriera. Ho già detto a Crespi che mi dispiace perché non vincerà nemmeno il premio per la miglior rete». L’esultanza, spiega, «è stata istintiva, per nulla polemica. Ero semplicemente felice di aver fatto un gran gol».
Ora serve l’ultimo sforzo per blindare il secondo posto: «Sono quasi contento di non aver chiuso il discorso oggi. Considerando che dovremo stare fermi qualche settimana prima dei play off, fossimo stati sicuri dell’obiettivo già oggi ci sarebbe stato il rischio di mollare un po’. E invece dovremo andare a Monza sul pezzo, e di certo non per pareggiare».
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