Calcio

Il Brescia di nuovo in viaggio: a Novara l’obbligo è non sbagliare

Seconda trasferta di fila per i biancazzurri che con le piccole devono fare la voce grossa
Crespi e Video durante la partita con la Giana Erminio - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
Crespi e Video durante la partita con la Giana Erminio - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
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Febbraio, andiamo: è tempo di volare. È qui che si fa la classifica, è qui che si rifinisce una mentalità forgiata da tempi duri (infortuni seri) che han fatto uomini duri. L’Union Brescia che fin qui ha vissuto scandendo la propria quotidianità sotto l’insegna del «resistere-resistere-resistere», inizia a intravedere un’esistenza più serena: tra un mercato di prime scelte e recuperi avvenuti e/o alle porte, ci sarà presto di che discutere e soprattutto di che capire in termini di effettivi numeri che questa squadra potrà giocarsi sulla ruota dei play off. È presto tuttavia per pensarci.

È decisamente più saggio tenere la testa su un febbraio che è il nuovo marzo: è qui, in una mesata di partite, che ci si gioca l’ambito e potenzialmente decisivo secondo posto. In coda al tour de force ci sarà lo scontro diretto in casa con il Lecco. E per arrivarci in modo da «farsela fuori», c’è un modo soltanto che è quello del «vincere-vincere-vincere».

Un comandamento che è al primo, secondo e terzo posto di tutta la lista. Sono già troppi i jolly che il Brescia si è bruciato cammin facendo e adesso bisogna andare a riequilibrare il paesaggio. Quello che ci porta a ricordare come proprio un girone fa, l’apertura di un trittico di partite nel quale avremmo pensato di fare scorpacciate, spalancò invece la porta ai primi mugugni racchiusi in una serie di tre deludentissimi pareggi consecutivi. Che scavarono il solco con il Vicenza.

Momento clou

Acqua e rimpianti ormai passati quelli. Non può però ora aprirsi spazio per averne altri e partite come quella di oggi contro il Novara e poi con la Virtus Verona o la Pergolettese, il Brescia è obbligato a vincerle. A creare i presupposti per farlo. Da squadra dominante e superiore quale è o può o sa essere.

Che questa è la «dolce» condanna, Corini e la sua banda lo sanno benissimo. Corini e la sua banda ora corroborati dalla vittoria con la Giana: averla portata a casa così come è stato fatto, ha lasciato qualcosa in più dei tre punti. Tra consapevolezza e indizi di una qualità che dà l’idea di poter finalmente sbocciare ed elevare la forza mentale di un gruppo nel quale anche chi è arrivato ha già iniziato a dimostrare di aver capito l’antifona. Basta andarsi a rivedere la partita di lotta di Crespi, oppure il sacrificio da terzino di Marras: un over 30 che si mette tanto a disposizione senza colpo ferire, è sintomo anche del fatto che Corini sa come chiedere, sa come arrivare. La sensazione che una pagina sia stata voltata del tutto e che ora possa iniziare la «fase tre», c’è.

L'esultanza con i tifosi a fine partita - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it
L'esultanza con i tifosi a fine partita - Foto New Reporter Nicoli © www.giornaledibrescia.it

Morale: oggi sul sintetico (ma un ottimo sintetico) del «Piola» si va per il blitz. Il secondo di fila in un carnet di vittorie in esterna da primissimi della classe. Chi di fronte? Una squadra che nemmeno il cambio di guida tecnica ha guarito dalla malattia: una pareggite acuta da 15 «X» in 24 gare. Con appena una vittoria, con la povera Pro Patria, nelle ultime 10. E con ancora una identità da trovare in mezzo alle scorie lasciare nella sconfitta con la Pro Vercelli. C’è tutto per farcela, a patto di portare l’antiscivolo: ovvero, la testa giusta.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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