Nuovo-vecchio Brescia, tra solidità e l’importanza di un nove

Per il Brescia i punti in trasferta stanno a una camicia bianca e un pantalone blu: sono gli essenziali. Dai quali, nel dubbio, ripartire sempre. Che viaggi(o) straordinari(o): 8 vittorie e 4 pareggi per un totale di 28 punti conquistati fuori casa. Come nessuno. Rimanendo abbracciato alla certezza di sempre che è quella della solidità difensiva e riscoprendo il gusto dimenticato delle cose semplici come un numero 9.
La dimensione
Il Brescia si è rimesso al centro issandosi al secondo posto che poi equivale al primo tra i terrestri. Ed è lì che bisogna tornare ad abitare stabilmente per dimensionarsi in maniera definitiva dopo mesi passati a combattere, e comunque a far punti, una situazione infortunati senza precedenti. Non un alibi, ma una scusante oggettiva. Che tuttavia non pesa tanto quanto le aspettative. Pertanto, per una piazza che razionalmente ha tutto quanto bene presente, ma nella quale dunque l’accettazione del presente in serie C si scontra con l’impazienza e il bisogno di ritornare sulla scena che Cellino ha distrutto, anche un passo falso e mezzo rappresentano qualcosa di difficile da mettere via senza quel pizzico di psicodramma. Nel quale la squadra dimostra sempre, in un modo o nell’altro, di sapere come si fa a non caderci. Le proprie impasse le vive e le supera da sé e quando ci riesce condivide il tutto con chi la ama incondizionatamente.
Vittoria da big
È andata così contro la Giana, in una serata quasi di tregenda in coda alla sessione di mercato e dopo aver patito l’ennesimo forfait della vigilia. C’erano tutti i presupposti, col carico poi di malefatte arbitrali, per rimanere intrappolati nelle difficoltà tra Pro Vercelli e Renate. Invece... invece il Brescia s’è preso per mano e si è involato verso una vittoria costruita con pragmatismo e saggezza. Colpendo come fa davvero una grande squadra che sa che vuole e deve essere tale: alla prima occasione utile e nel momento di massima difficoltà (soffrendo, ma rischiando nulla).
È così che la Giana è stata impacchettata. Puntando, oltre che sulla proverbiale compattezza, anche sul ritorno di una prima punta che è tale: che goduria vedere Crespi farla a sportellate facendo valere il fisicone, proteggere palla, cavarsela in tutte le maniere e presentandosi con un gol alla prima cartuccia sparata da titolare. Ma non meno confortante è stato l’impatto dalla panchina di Vido che ha battagliato in solitaria in inferiorità numerica. Con gli attaccanti è decisamente un altro sport, è un’altra squadra.
Le considerazioni
Squadra che non è quella che ha iniziato la stagione, che ha immesso – al di là di nuove alternative e gente che alzi anche la competizione interna – aria nuova. Necessaria affinché tutti, all’unisono, si guardi sempre più avanti e sempre meno indietro. Guardare avanti significa anche inquadrare la realtà di un campionato che potrà essere vinto solo ai play off. Effettuare un mercato in extra extra extra budget in questo momento sarebbe stata una dimostrazione di potenza di fuoco che la società è nelle condizioni di poter scatenare, ma che in questo momento sarebbe stata solo fine a se stessa.
Il doppio rischio, al di là di chi da un’altra categoria ha legittimamente scelto di non scendere in C, sarebbe stato anche quello di inserire elementi di sicuro sposta equilibri, ma che non avrebbero comunque garantito l’«instant» salto trasformandosi poi in zavorre magari da svendere bruciando risorse. Che andranno invece investite in maniera importante e senza indugio in estate, a prescindere dalla categoria, quando ci sarà da fare il primo vero mercato in toto «da Brescia» e quando ci saranno da compiere molte scelte anche rispetto a una rosa che andrà analizzata sotto molti aspetti tra valutazioni anagrafiche (la rosa di quest’anno è over) e tecnico caratteriali.
Ci sarà da tirare una riga su chi si è dimostrato da Brescia e chi invece no. Eccetera. Ma nel frattempo, è innegabile che degli sforzi siano stati fatti. E che anche se sono sforzi di prospettiva, possono avere un gran bel perché anche in un presente in cui ci sono ancora pepite da scoprire. Tra recuperi (buone notizie: per Mallamo potrebbero bastare 2 settimane) e giocatori, come Balestrero, che iniziano a salire di livello. C’è un oggi da vivere, c’è un sogno da coltivare e c’è sempre una testa bassa da tenere stringendo i denti entrando in una fase da 6 gare in 24 giorni da affrontare inizialmente con un centrocampo small. Intanto, di big, c’è stata la risposta sul campo.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
@Sport
Calcio, basket, pallavolo, rugby, pallanuoto e tanto altro... Storie di sport, di sfide, di tifo. Biancoblù e non solo.










































