Calcio

Brescia-Lumezzane: derby suggestivo e banco di prova delle ambizioni

Oggi alle 14.30 al Rigamonti la sfida tra l’Union e i valgobbini: le due squadre avranno due stati d’animi agli antipodi
Aimo Diana - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Aimo Diana - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
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Un derby in senso letterale, ma non strettamente calcistico. Laddove per derby si intende una partita che abbia ovviamente alla base l’ingrediente della territorialità, ma che preveda anche spruzzate di rivalità storicizzata.

E che dunque metta sul piatto una certa lotta per la supremazia nel suddetto territorio. Union Brescia-Lumezzane esattamente come già Union Brescia-Ospitaletto, per il tifoso local riempie di connotati nuovi il concetto di derby: non c’è storicità e non c’è rivalità. Semmai, ci sono affinità e vicinanza. Anche sostegno «morale» reciproco e partecipazione ai rispettivi eventuali successi e raggiungimento dei traguardi. Semmai, il nuovo derby trend nella nostra provincia è all’insegna della festa e della suggestione.

Dei connotati romantici, degli intrecci societari, delle affinità tra proprietà e modello dei club. Con tanta curiosità a far sia da sfondo che cornice. Non c’è bisogno di rivendicare la supremazia: quella, per dimensioni, blasone e ambizioni, è già attribuita e riconosciuta al Brescia anche da parte del Lumezzane, che in estate partecipò in qualche modo ai lavori in Loggia per la nascita dell’Union.

Il punto

Il tecnico Emanuele Troise - New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Il tecnico Emanuele Troise - New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Sta di fatto che oggi alle 14.30, a Mompiano, a prescindere dal carico emotivo che ciascuno deciderà di investire sulla partita, si scrive una nuova pagina del calcio bresciano. Un altro inedito, da consegnare agli annali. Ma più di tutto, dopo che sarà anche andato in scena il sacrosanto e doveroso omaggio all’Andrea Caracciolo dei «due mondi» - biancoblù e rossoblù -, senza pensare alle storie nella storia dei Paghera, Donnarumma, Ferro, Filigheddu - figli del Brescia e/o di Brescia - conterà il campo. Perché in palio c’è tanto per tutti. Perché siamo al punto in cui la sostanza deve primeggiare su qualsiasi altro aspetto. Mese di resa dei conti avvicinandosi alla fine del girone d’andata, mese di valutazioni di mercato, mesi di proiezioni delle aspettative.

Attese

Vale per il Brescia e vale per il Lumezzane che «giocano» per due campionati diversi. E che oggi avranno due stati d’animi agli antipodi: la squadra di Diana con la pressione di chi sa che dopo 4 turni di digiuno ha l’obbligo di tornare alla vittoria pur con tutte le difficoltà e dunque le assenze del caso; quella di Troise con la forza di un filotto di sette risultati utili di fila che hanno cementato autostima e identità oltre che certificato che ci sono le carte in regola per centrare la salvezza e poi chissà. In poche parole, una certa spensieratezza - che peraltro è tra le caratteristiche acquisite attraverso il lavoro di Troise - potrà essere un’arma in più per i valgobbini che si vestiranno anche dell’orgoglio di potersi esibire al Rigamonti.

Il confronto sul piano tecnico racconta di due squadre posizionate ovviamente su gradini differenti: molto quindi si deciderà attraverso gli aspetti mentali. Di una gara nella quale il Brescia ha la possibilità di consolidare il secondo posto appena ritrovato e di tornare a mettere una certa distanza intanto sul Cittadella.

Da cosa è attesa la squadra di Diana? Da una partita che presenterà le sue belle difficoltà anche sul piano tattico contro una squadra che pure in partita tende a non dare punti di riferimento precisi, cambiando spesso modulo e passando con disinvoltura dalla difesa a quattro a quella a tre. Trattasi comunque di un calcio pratico che non prevede troppa costruzione dal basso e nel quale non si disdegna la via diretta del lancio lungo a cercare l’uomo «on fire» del momento, l’attaccante 2004 Caccavo.

Dove può essere attaccato il Lume? Tecnicamente è una squadra con valori normali (e oggi mancherà anche Malotti, tecnicamente tra i migliori) a tratti volendo anche compassata e che può pagare dazio nei cambi. Allo stato attuale però tallone d’Achille anche di un Brescia per il quale Diana, in obbligata fase da Archimede Pitagorico e dunque alla ricerca di soluzioni anche creative, prova a dare delle alternative: tra queste anche il possibile passaggio a una difesa a quattro. Una partita, tante aspettative: comunque, si chiama derby.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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