Hanno vinto tutti. Questa storia parte da un doppio lieto fine: quello di Valerio Crespi al Brescia, e di Facundo Lescano alla Salernitana. Destini incrociati, dall’inizio alla fine. A gennaio erano entrambi all’Avellino, e l’Union, disperatamente bisognosa com’era di una punta, mordeva il freno per consegnare nelle mani di Corini il centravanti che chiedeva dal primo giorno della sua terza vita biancazzurra.
Come andò
C’era voluto un po’: la fumata bianca per Crespi era sbucata dal comignolo nella seconda metà del mese, il 22 per l’esattezza. All’epoca qualcuno sbuffava. Comprensibile: Lescano ha un’altra età (trent’anni, nel pieno della maturità), un curriculum ben più imbottito. Era considerato da molti il profilo migliore per ridare peso all’attacco groviera del Brescia, bucherellato dalle assenze pesantissime di Maistrello e Spagnoli.
Anche a livello economico si viaggia in altre atmosfere: la Salernitana aveva versato 650mila euro per acquistarlo dall’Avellino. Cifre enormi per la categoria. Alla fine l’Union aveva virato su Crespi, un 2004: otto anni e molte certezze in meno rispetto all’argentino, ma pure delle prospettive che per quest’ultimo, per questioni puramente anagrafiche, non possono sussistere. Anche questo aspetto ha inciso nelle valutazioni del club di Pasini. Che a ogni modo aveva trattato a lungo pure per Lescano, rimasto per settimane un obiettivo più che concreto.
Tutti contenti
Sono insomma i due nomi che hanno infiammato il mercato invernale del Brescia. E ci hanno guadagnato entrambi, come dicevamo. Non soltanto loro, ma pure i club di appartenenza. I numeri assoluti sono molto simili: Lescano ha segnato otto gol in sedici presenze in metà stagione regolare di C, Crespi sette in quattordici.
Entrambi si sono già sbloccati nei play off (una rete a testa). Guardando alla media fa leggermente meglio Valerio: un centro ogni 150’, contro i 167’ che ha impiegato Facundo ad andare a segno (sempre in regular season). Siamo lì. Il concetto è che sia Brescia che Salernitana hanno portato a casa due grandi bomber.
Le caratteristiche
Probabilmente quelli più aderenti alle loro esigenze: a Corini piace Crespi perché partecipa al gioco. Ha margini enormi, soprattutto nella pulizia con la palla, ma già in questi mesi si sono notati miglioramenti rilevanti. Lescano è molto più killer negli ultimi sedici metri, ma leggermente meno incline a un fitto fraseggio coi compagni. Ora che viene la resa dei conti, vincerà chi nella doppia sfida saprà sfruttare meglio la propria punta.

La scelta
Il riscatto di Crespi è fissato a poco meno di 400mila euro e non è in alcun modo condizionato dall’esito sportivo di questa stagione. Il Brescia deciderà liberamente se esercitarlo o meno, a prescindere dalla categoria. Oggi tutti gli elementi inducono a credere che questo passaggio sia essenzialmente una formalità: per un 2004 con questi numeri certe cifre rappresentano un investimento, non un costo. E quindi la scelta fatta a gennaio, al netto di com’è maturata, è già vincente. Il duello sul mercato di qualche mese fa si sposta sul campo, e promette spettacolo.




