Brescia, contro la Dolomiti Bellunesi serve una risposta decisiva

Una vittoria, che sia anche convincente. Il massimo ottenibile oggi è anche il minimo sindacale da domandare - esigere - da un Brescia proveniente dalla magra contro il Lumezzane.
La richiesta in relazione alla partita che si gioca alle 14.30 al Rigamonti non è peraltro una questione filosofica e di concetto, bensì di pratica necessità: sostanza e forma devono coincidere. E possono senz’altro farlo contro una squadra, la Dolomiti Bellunesi, già salva e impossibilitata dalle distanze a cercare un posto nel calderone dei play off. Parliamo di un’avversaria già a posto così se tanto dà tanto: quel tanto che dà tanto è anche scritto nel 2-4 patito in casa settimana scorsa per mano della retrocessa Pro Patria.
Di scontato e scritto nel calcio non c’è mai nulla: sacrosanto. Infatti nessuno regalerà nulla oggi al Brescia che la vittoria se la dovrà costruire e guadagnare.
Appagamento
Il punto è, semplicemente, che non esistono alibi né attenuanti di alcun genere per pensare a qualcosa di diverso in una giornata, la penultima di regular season, che è semplicemente decisiva nel testa a testa col Lecco - dal quale il Brescia si è peccaminosamente fatto riprendere - sperando nell’ennesima giornata di grazia del lanciatissimo Lume avversario di giornata dei lariani, con un occhio - si sa mai - anche al Trento che insegue dal -2 e che se la deve vedere con la quarta Renate.
Tutto però passa da Mompiano: semplicemente, il Brescia, deve fare il suo sapendo che compiendo la propria opera gli altri potranno essere guardati solo nella speranza che abbiano compiuto almeno mezzo passo falso. E alla peggio, la resa dei conti sarà rimandata all’ultima contesa, sabato prossimo.
Auspicio
Per adesso però: qui e ora. Col cuore pieno di speranza e pronto alla ciclicità che è la cifra del Brescia capace, dopo una tempesta, di far comparire l’arcobaleno così come quando splende il sole è bravissimo a fabbricarsi una perturbazione che rimette tutto in discussione. Succede sempre così quando ci si attende, come ce lo si attendeva a Lumezzane, il definitivo salto di qualità.

Oggi alle 14.30 la squadra di Corini deve per l’ennesima volta guardarsi in faccia e fare l’appello al coraggio e a quella forza del gruppo che tutto sommato è sempre stata ciambella di salvataggio nei giorni peggiori, quelli di una emergenza che adesso non è più tale.
Prova da sciorinare
I play off incombono e il Brescia non è ancora riuscito a settarsi su quelle frequenze, a regalare al sensazione di poter essere una squadra che quando arriverà quel momento del dentro o fuori, saprà come fare. Oggi, serve che dal campo arrivi proprio quel tipo di indicazione: servirebbe anche gettare acqua sul fuocherello di insofferenze e tensioni latenti. Va soffocata l’idea del piattume. Ed è ora una questione di risultati: anche perché è stato il Brescia stesso a mettersi nella condizione di considerare il secondo posto come un valore assoluto. Vederselo scappare via così e ora...Non vogliamo pensarci. Semmai, vogliamo augurarci un Brescia d’assalto: nelle scelte di formazione, nell’interpretazione, nel risultato. Serve un inno alla gioia: perché oggi pesa e non c’è un altro modo per dirlo.
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