Squadra che vince, e convince, non si tocca. Ma il Brescia che ha dilagato al «Ferruccio» di Seregno con l’Alcione, dando – per dirla alla Corini – le risposte giuste, un cambio obbligato è costretto a farlo.
L’assenza (per due partite) di Samuele Sina, impegnato con la Nazionale albanese di Rolando Maran in quattro gare ufficiali della Nations League, costringe il tecnico dei biancazzurri a mettere mani all’undici di partenza. Corini che deve ancora rinunciare a Marras così come a Gori, Di Molfetta (rientrato comunque ieri pomeriggio in gruppo, possibile panchina con la Dolomiti Bellunesi domenica) e Lamesta, tutti in stand-by per i rispettivi acciacchi.
Due possibilità
Le alternative per sostituire il giovane difensore sono comunque più d’una. A cominciare dall’inserimento di Armati (al quale l’allenatore di Bagnolo ha sempre, fin qui, fatto ricorso dall’inizio o da subentrato nelle sei partite precedenti) come «braccetto destro», ruolo «naturale» del 22enne bergamasco, mossa questa che non comporterebbe alcuno spostamento nel resto della formazione iniziale vista domenica scorsa.

Eppure, l’alter ego (diventato tale dopo le positive prestazioni di Sina in sua assenza) per quel ruolo dovrebbe essere Balestrero, centrocampista che lo stesso Corini aveva, agli albori dell’annata, ipotizzato di collocare nel pacchetto dei difensori. Ma il capitano, al rientro in squadra da titolare proprio con l’Alcione, ha convinto il tecnico in quella posizione ibrida di trequartista atipico grazie alla sua personalità e al suo spirito di sacrificio, che gli ha consentito di svolgere al meglio le due fasi. E con il suddetto Marras ancora ko, è possibile che Corini lo possa schierare ancora lì.
La terza idea
Non sono queste però le uniche soluzioni. L’inserimento di Sorensen centrale con lo spostamento di Silvestri a destra nel trio difensivo davanti a Zacchi, è la terza opzione in mano a Corini. Sorensen che, tra l’altro, è stato tra i migliori in campo nella partita con il Treviso dove era partito per la prima volta in stagione da titolare, col dirottamento di Silvestri a sinistra in luogo di Rizzo, quest’ultimo alle prese con il problema al dito del piede che lo aveva inizialmente collocato in panchina.

Queste quindi le tre alternative più probabili, sempre che Corini non abbia studiato qualche adattamento/spostamento che lo «stuzzichi» tatticamente. Ma sempre, nell’ambito di quel 3-4-2-1 che la squadra – e anche in questo caso la recente affermazione è del tecnico bresciano – ha metabolizzato al meglio negli automatismi e nella circolazione di palla, in special modo nel trovare le linee di passaggio.
Di certo, quello che non deve mancare sarà l’atteggiamento aggressivo e propositivo visto con l’Alcione fin dal primo minuto di gioco. Indirizzare le partite è spesso fondamentale nell’ottica finale. E il Brescia, indipendentemente dall’avversaria, ha tutte le qualità per provare a farlo.



