Budel: «Union nel segno della brescianità, Balestrero mi ha colpito»

Le amicizie che non tramontano mai, la voglia di scoprire «che aria tira oggi», il tornare in una piccola parte del passato. Tutti fattori che hanno portato Alessandro Budel mercoledì all’allenamento dell’Union Brescia. «Conosco bene Elia Legati, Andrea Ferretti, Edo Piovani, è stata la scusa per salutare loro e conoscere questa nuova realtà», racconta l’ex rondinella, che nel 2019 peraltro ha vestito i colori della FeralpiSalò come vice allenatore, secondo di Damiano Zenoni.
Il clima
«È vero quanto mi avevano detto, si respira senza dubbio un’aria buona. Il clima è disteso, ma soprattutto si percepisce l’entusiasmo. Ho vissuto da fuori quanto accaduto al Brescia, posso solo immaginare quanto dolore sia stato provato conoscendo la passione della piazza. Ma devo dire che l’impatto è stato ottimo».
Anche, sottolinea Budel, dal punto di vista tecnico. «Mi piace il lavoro che sta impostando Diana con il suo staff e anche in questo caso devo dire che, se da una parte si nota l’aver voltato pagina, dall’altra capisci che c’è la voglia di trasmettere cosa significhi giocare per il Brescia».
Senso d’appartenenza
È questa la parola chiave secondo Budel, che può fare la differenza alla pari dei valori sul campo. «Brescia non è una piazza qualunque: sarebbe così nelle categorie superiori, figuriamoci in serie C. La spinta è notevole, diecimila spettatori al Rigamonti li senti, così come si notano in trasferta, basti pensare alla sfida col Renate. Ecco, se sai prima gestire e poi sfruttare questo fattore, allora diventa un’arma in più».
Per riassumere tutto in una parola: brescianità. «La si percepisce in società con il progetto portato avanti dal presidente Pasini e da altri imprenditori del territorio, ma la si percepisce anche in campo con quello che trasmettono Diana ed Emanuele Filippini».
Il campionato
Arma in più insomma da sfruttare in un campionato non facile. «La serie C è come stare nelle sabbie mobili, campionato difficile e imprevedibile. Resto convinto che sia molto più complicato salire in B che fare il salto dalla cadetteria alla A. L’Union Brescia ha una rosa completa, pari a quella del Vicenza, credo saranno queste due squadre a giocarsi il primo posto. E poi ripeto, c’è il fattore Rigamonti. Penso alla Giana Erminio che arriva domenica, per loro sarà come affrontare il Real Madrid. Quindi o si galvanizzano o rischiano di rimanere schiacciati. Questa può essere davvero la fortuna del Brescia. La sfortuna? Quella di non avere alibi, vista la rosa».
In mezzo

E l’occhio di Budel cade soprattutto, sui centrocampisti. «Zennaro ha tanta qualità, Mercati è uno che può fare la differenza, ma mi ha impressionato Balestrero. Lo capisci anche in allenamento che lui è il capitano, si fa sentire non necessariamente a parole e ciò rappresenta un valore aggiunto». Come lo è per la città il progetto di Pasini. «Da quanti anni sognavano a Brescia un impegno da parte degli imprenditori locali? Adesso c’è ed è una grande opportunità, per la città ma anche per gli imprenditori stessi».
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