Attenti a quei tre, ma non solo: così il Brescia ha infiammato il suo sogno

Crespi, Marras e Rizzo Pinna già micidiali e la panchina ricchissima dell’Union rappresenta l’arma in più
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

La felicità dei giocatori dell'Union Brescia alla fine della gara contro il Carpi
La felicità dei giocatori dell'Union Brescia alla fine della gara contro il Carpi

Travolti, a ancora di più coinvolti, da un insolito Brescia che vuole andare incontro al destino che s’è disegnato a braccia aperte. Ad atipico tridente srotolato, a panchina ricchissima, ad energia rinnovabile però controllata. E così, grazie all’impatto che era desiderabile, lo stadio Rigamonti s’è scoperto altamente infiammabile al fuoco delle giocate illuminanti di alcuni singoli e di azioni illuminate. È solo l’inizio: ma chi venerdì sera ha varcato i cancelli di Mompiano, lo ha fatto con la moneta della speranza uscendone con la conversione in fiducia. Che, al cambio, vale tanto di più.

Ed è solo l’inizio: vuol dire che ci sono ancora tali e tanti margini e c’è ancora il mercato in ballo. Suona molto bene. Ma è solo l’inizio: che invece suona come un monito, come un post it da tenere appiccicato sul frigo per tenere a mente. Ed è esattamente tra questi due estremi – il pregustare un’escalation e il ricordare che non bsogna mai disimparare a riconoscere l’odore delle insidie – che dovrà oscillare la stagione sul campo dell’Union Brescia.

Calma: col Carpi è stata solo la sfida numero uno di 38. Tuttavia è giusto godersela perché non era scontata un’interpretazione così convincente a un debutto agostano quando la condizione migliore è ancora a venire, quando stai ancora integrando giocatori, quando c’è la lastra del ghiaccio da picconare per scioglierla insieme alle pressioni, quando il mercato si insidia nei pensieri dei più chiacchierati.

Confronto improbabile

Attenti a quei due: Manuel Marras e Andrea Rizzo Pinna
Attenti a quei due: Manuel Marras e Andrea Rizzo Pinna

Non c’era confronto possibile tra la caratura del Brescia e quella del Carpi così come da questo punto di vista sarà difficile che la squadra di Corini perda una partita «sulla carta», nome per nome, caratteristica per caratteristica e abbondanza. Il tema non è questo, ma per l’appunto è l’interpretazione. Nella quale si sono elevati i singoli.

Il «2+1» in attacco scelto tra qualche mugugno da parte di chi «più punte, più gol» ha tolto subito il velo delle intenzioni e dei fatti: Marras e Rizzo Pinna si pestano i piedi? Macché. Un gol il primo, due assist il secondo: due cantastorie e conta «numeri» sulla trequarti. In combinata hanno poi innescato anche Crespi, il bomber sul quale il Brescia tutto ha puntato: per Valerione tre gol consecutivi (con Salernitana e Ascoli) al Rigamonti e il segnale che andava mandato.

Menzioni

Se i nuovi (una menzione vale anche per Casasola, per quanto l’argentino sia ancora a non più del 50-60% del suo potenziale oltre che per Sina, il prodotto fatto in casa della difesa) si sono presentati al meglio, i vecchi non sono stati da meno. Già detto di Marras e Crespi, Mallamo e Mercati si sono confermati cerniera e anima e dietro ha svettato Silvestri. Quello col Carpi è stato un Brescia qualitativo che ha gestito la quantità, riservandosi di gestire i momenti.

Serie C, gli scatti di Union Brescia-Carpi
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Tre i gol andati a referto, uno invece è stato annullato per un nonnulla e un altro è stato segnato...nella propria porta (niente togliere a Morosini la cui prodezza è stata però alimentata da Armati): i biancazzurri hanno fatto e disfatto (o scucito un orlo...) e hanno creato svariati altri presupposti per far male. Rischiando praticamente il niente: volendo, si può comunque lavorare per togliersi quel vizietto che ogni tanto fa capolino di darsi a giocate leziose dietro. In una fase in cui peraltro va ancora messo a proprio agio il portiere Zacchi.

Le rotazioni e l’abbondanza

Tornando al bello, vale la pena soffermarsi sulla ricchezza della panchina. Dov’è che Sorensen, Zennaro, Lamesta, Pellegrini… non giocherebbero titolari? È un Brescia di titolari A e titolari B più che di prime e di seconde linee. La sfida nella sfida di Corini sarà quella di riuscire a tenere tanta ricchezza nei binari della pura competitività evitando che qualcuno possa scadere in musi e capricci. Anche qui però i presupposti sono buoni e un esempio è proprio quello di Pellegrini, uno scontento da contratto in scadenza e lo scorso anno protagonista a Trento che è col Carpi è entrato con lo spirito del «merito ciò che chiedo» e non dell’insofferente perché «c’è che mi offre di più».

A proposito di Pellegrini (club e Corini vogliono trattenerlo) e quindi a proposito di mercato, tra lunedì e martedì potrebbe essere più chiara la direzione che le intenzioni del club prenderanno: l’idea è quella di aggiungere Della Morte (come vice Marras) col quale c’è già un accordo (col giocatore e col Vicenza) purché però parta Vido che può andare al Vicenza o anche al Südtirol. Intanto, siamo già coinvolti da un insolito Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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