Tre tenori e un coro già intonato: il Brescia parte con il piede giusto

Marras apre le danze con un gran gol, Morosini firma il momentaneo pari del Carpi, poi Crespi e Sina chiudono i conti. L’Union vince 3-1 al Rigamonti e convince per qualità, ritmo e personalità
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Valerio Crespi - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it
Valerio Crespi - Foto New Reporter Pasotti © www.giornaledibrescia.it

Un gol meraviglioso (e una partita da mattatore) di Marras, due assist al bacio e fiammate varie ed eventuali di Rizzo Pinna, un gol da bomber di Crespi, una rete della new entry della difesa Sina . E tre punti. Di grande – grandissimo – gusto, di gran corsa, di pregio: sul carro dei tre tenori dell’attacco che hanno piazzato acuti degni del tipo di «prima» che era necessario mettere in scena.

Hanno giganteggiato Marras e Rizzo Pinna, ispirati come artisti del cirque du soleil. Non è stato da meno il coro, con le nuove voci di Sina appunto, Casasola e pure Zacchi (con un rilancio al bacio ha dato il via a un’azione da rete), a rendere già riconoscibile il loro timbro anche se siamo solo agli inizi e per tutti c’è margine tra fiato e meccanismi. Ergo: lo spettacolo è stato ampiamente all’altezza e anche divertente: tanto da riuscire a far sembrare niente una colossale stecca presa da Armati – schierato a sorpresa sulla sinistra per tappare la falla creata dalle assenze di De Maria e Boci – che con uno sciagurato passaggio orizzontale aveva consentito al grande e amato ex di serata Morosini di riaprire sull’1-1 una partita che altrimenti sarebbe stato improbabile per l’assai modesto Carpi riuscire a rimettere su binari.

È stata infatti niente più che un’allucinazione collettiva. Passata la quale è passata anche la paurina. È stata una bella serata al Rigamonti, un piacere esserci. Senza sapere quasi che Brescia aspettarsi dopo un’estate di prove sottotraccia e un debutto in Coppa Italia con indicazioni, ma non troppe, perché c’erano tot defezioni troppo decisive.

Punti salienti

È stata una bella serata, perché si è visto un complesso armonioso. E più di tutto convinto. Non arrembante eppure coraggioso: non è una contraddizione in termini, ma un’osservazione che si propone di sottolineare la padronanza del Brescia anche nelle letture. Sempre puntuali e soffocanti, sul nascere, delle intenzioni del Carpi. Intenzioni che appunto sono rimaste lettera morta: nemmeno quel gol tanto bello (destro a giro da poco oltre il limite) quanto fortuito di «Moro» ha sconquassato i biancazzurri.

Troppo superiori: anche nelle rotazioni a partita in corso. Vale la pena però di partire dall’inizio. Un gran inizio che ha contribuito a mettere subito sull’attenti la squadra emiliana. Sesto minuto: scarico, con numero incluso, di Rizzo Pinna per Marras che beffa il suo dirimpettaio girandosi sul piede sbagliato, il destro: dal quale fa partire una coccola dai 25 metri. Tutto sotto controllo, poi quello svarione del 19’ e un giallaccio quasi arancio preso da Crespi per un fallo di reazione. Fa tutto parte della paurina di cui sopra (poi, a parte due-tre rischi casuali, comunque evitabili, più nulla).

Il sigillo

Quella che svanisce al 31’: lancio di Zacchi per Rizzo Pinna che scambia con Marras e poi serve Crespi per la girata di sinistro che vale il 2-1. Nel recupero, ancora su numero circense di Marras, trova il gol pure Casasola. Ma è fuorigioco.

Però è tutto bello, così come il tris che vale il punto esclamativo sulla partita: corner di Rizzo Pinna, spizzata di Casasola, deviazione di Mercati e palo sulla cui respinta si avventa Sina, al primo gol tra i professionisti: il braccetto albanese viene letteralmente travolto dai compagni mentre lo stadio si lascia volentieri dondolare dalle onde dolci del mare biancazzurro – governato dall’energia e dalla corsa di Mallamo e Mercati – nel quale la barchetta del Carpi, spaesatissima soprattutto in difesa, fatica a non rovesciarsi ancora.

Non c’è più niente da temere, c’è solo da apprezzare l’ingresso di Pellegrini che nel finale sfiora l’eurogol provando un pallonetto da metà campo fuori di una spanna appena. Chi è dentro invece è il Brescia.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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