Union Brescia, l’emergenza si avvicina (forse) al capolinea

Ti guardi attorno, e vedi sempre le stesse facce. La sensazione che ha provato Eugenio Corini finora è questa: si fida dei suoi, sa di maneggiare materiale umano di valore, ma ogni tanto avrebbe voluto poter sostituire qualche ingranaggio in più. Cosa che di fatto non è accaduta. Non nel cuore della sua squadra, di certo non in attacco, dove spesso i rattoppi sono stati asportati da altri reparti (vedi Valente).
L’emergenza
È una stagione condizionata da uno stato perenne d’emergenza che nelle ultime settimane si è un po’ ritirata, ma che continua a presentare dei punti critici. Prendiamo le sostituzioni del Brescia con la Pergolettese. Tolto Cisco, l’unico grimaldello in panchina (e non a caso primo ad entrare), gli altri sono stati cambi «posizionali»: Armati per Sorensen, Valente per Marras, Fogliata per De Francesco. Maistrello è entrato nel recupero per avere qualche centimetro in più davanti, ma in questo momento non può essere in grado di offrire altro.
Corini non ha avuto insomma la possibilità di rivedere la formula con caratteristiche più d’assalto e meno da gestione. Nelle ultime quattro, dalla Giana Erminio in poi, i dentelli della cerniera in mediana sono sempre stati gli stessi: Balestrero, De Francesco e Lamesta. Quando quest’ultimo (gran colpo di mercato) è stato assente per squalifica si è mosso da mezzala De Maria, un esterno: una bella intuizione di Corini, perché in quella posizione Vincent si è mostrato credibile, ma pur sempre d’accatto ed emergenziale.
I primi rientri
Posto che la sconfitta di Crema ha ben altre genesi, legate all’atteggiamento e all’applicazione, anche al Voltini questa ristrettezza di scelte ha finito per avere un peso. Nelle ultime ore c’è stata una schiarita: da due giorni sono rientrati in gruppo Mallamo e Di Molfetta (che ieri hanno lavorato sotto gli occhi dell’ex Bjarnason, gradito ospite al Turina). Giusto in tempo per la sfida di domani alla Pro Patria. È un miglioramento che avrà effetti relativi nell’immediato: nessuno dei due verrà rischiato dall’inizio. Anche questa volta lo schieramento non dovrebbe discostarsi troppo da quello delle ultime partite.
L’ex Südtirol si era infortunato alla caviglia subito dopo aver messo piede a Salò: è rimasto fermo una ventina di giorni, nettamente meno dei due mesi di Di Molfetta. Sulla carta è lui ad avere maggiore autonomia. Corini si ritrova tra le mani, in un colpo solo, un utile jolly per la mediana e il giocatore che mancava tra le linee. A proposito di caratteristiche alternative per variare un po’ sul tema.
All’orizzonte
Dietro l’angolo c’è lo scontro diretto contro il Lecco, tra una settimana esatta al Rigamonti, che orienterà molto la lotta per il secondo posto. Per quella gara Corini e il suo staff confidano di poter recuperare Mattia Zennaro, Luca Vido e Alberto Spagnoli. A quel punto rimarrebbero fuori soltanto i lungodegenti: per Guglielmotti l’orizzonte è maggio (minima speranza per i play off), i rientri ipotetici di Pasini e Mercati (per il quale è previsto un consulto nei prossimi giorni) ballano tra la fine della stagione regolare e la post-season.
Sono i giorni in cui il Brescia lancia l’offensiva decisiva all’emergenza. C’è voglia di dare un colpo di spugna, mettersela definitivamente alle spalle. Un passaggio fondamentale per dare più armi a Corini, e per preparare il terreno in vista dei play off.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
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