Union Brescia: la forza passa anche dalla consapevolezza

Consapevolezza. La parola di tendenza in casa Union Brescia è sempre di più questa. Una qualità, tale è, che Aimo Diana sta immettendo nel gruppo goccia dopo goccia fin dal primo giorno di ritiro, ma che a volte può venire meno. Perché gli infortuni minano le sicurezze, perché qualche risultato non arriva, perché in campionato là davanti c’è una squadra (il Vicenza) che non si ferma mai. Poi però proprio quella squadra arriva al Rigamonti e se ne va con un punto decisamente guadagnato, mentre la Coppa Italia non fa che confermare che sì, la consapevolezza è tornata ad essere il faro. Nonostante l’infermeria rimanga sold out.
La situazione
Sconfinando (per un attimo) nella finanza, quella attuale dell’Union Brescia sarebbe la «fase Toro», in cui i mercati sono in rialzo e la fiducia non manca. Il pareggio di domenica scorsa contro il Vicenza, al di là del punto in classifica, ha dato alla squadra di Diana qualcosa in più: la famosa consapevolezza di potersela giocare alla pari, anzi qualcosa in più, contro chi non ha ancora conosciuto la sconfitta. Nonostante le assenze, che continuano ad essere tante e pesanti. Lo ha sottolineato Silvestri mercoledì, dopo il successo in Coppa: quando esci dal campo dopo una prestazione come quella fornita domenica contro il Vicenza, senti di avere dentro un fuoco speciale. E lo si è visto al Riviera delle Palme.
Il dilemma
Sia chiaro, la Coppa Italia rimane la competizione che dà indicazioni fino a pagina 2 del libro della stagione, ma è proprio lì che l’Union Brescia sta avendo risposte utili anche per il campionato. A Carpi i biancazzurri avevano dominato vincendo di misura, a San Benedetto è stato lo stesso ma i gol sono stati tre. Rimane di fondo la domanda: vale la pena proseguire in una competizione che non dà grandi benefici né economici né più di tanti rispetto al cammino nei play off, soprattutto se metà squadra è la stessa che gioca in campionato? In casa Union Brescia l’unica risposta è «sì». E allora ecco i quarti, la sfida con la Ternana che arriverà tra il 9 e l’11 dicembre al Liberati (ancora in gara secca), dopo il derby interno col Lumezzane e la trasferta a Fontanafredda contro le Dolomiti.
I singoli
Coppa Italia che continua ad essere terreno di conquista di Mattia Valente, il «Boniek del Cidneo», quello che si esalta nella competizione nazionale. Prima il gol (decisivo) col Carpi, mercoledì quello del pareggio con la «Samba». Insomma, segnali che il 19enne manda ad Aimo Diana del tipo «Io ci sono», anche in prospettiva campionato. Ottime indicazioni sono arrivate pure da Boci, autentico padrone della fascia sinistra, così come da Mercati nel ruolo di play e da Fogliata cresciuto di minuto in minuto. E poi i Primavera Facchini, Leporini e Tagliabue: torneranno all’ovile dal tecnico Ferrari, ma Diana sa di poter fare affidamento su di loro in caso di bisogno.
Ora la Coppa Italia va in soffitta e la testa va al Cittadella, avversario lunedì al Tombolato. Scomodo, scomodissimo, che viene da sette vittorie di fila (e nove risultati positivi consecutivi): classifica scalata, quarto posto a due sole lunghezze dal Brescia. E quindi col sogno del sorpasso. Curiosità: degli ultimi sette successi, cinque sono arrivati di «corto muso», 1-0 in casa come in trasferta. Massimo risultato col minimo sforzo. Ma l’Union Brescia ha nella consapevolezza l’arma in più da mettere in campo.
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