Si può scegliere. La perla magica di Rizzo Pinna o quella palla ormai persa tenuta viva da Di Molfetta e trasformata in assist per il gol vittoria? Nel dubbio, puntiamo sugli abbracci dei suoi giocatori dai quali Eugenio Corini ha fatto fatica ad uscire. E in fondo è tutto qui: nella risposta che l’Union Brescia ha restituito al suo allenatore – rilanciato – restituendone una anche a se stessa e quindi riflettendola sull’esterno a 10.000 che hanno accompagnato di più e meglio di quanto si potesse sperare. Il di più e il meglio è però arrivato dal campo: vittoria – stra meritata – con la capolista Cittadella e campionato riaperto con l’«accorcio» a -5 dalla vetta. Quel di più e meglio di sempre, i biancazzurri sono riusciti a tirarlo fuori nell’ora e mezzo più lunga, delicata e decisiva su ogni fronte.
Presupposti e risposte
Il calcio è strano, sempre pronto a riscriversi se la penna viene impugnata nel modo giusto: la squadra di Corini ieri è stata ispirata, interpretando con spirito gagliardo – un termine old style come la coreografia, bellissima, della Nord che ha rispolverato il bandierone del vecchio Brescia – una gara che era come uno spareggio. Giocato da spareggio, andando oltre. Oltre anche al forfait dell’ultima ora di Spagnoli messo fuori causa da un problemino muscolare. Sicché là davanti l’unica prima punta – peraltro atipica – a disposizione, era Pellegrini. Poi protagonista di una prestazione molto generosa e con un tocco di decisività nel momento in cui si è procurato la punizione con cui il Brescia l’aveva sbloccata.

Corini aveva previsto che i suoi avrebbero fatto «una cavolo di partita». E così è stato: chi poteva dare 100 lo ha dato, chi poteva dare 60 lo ha dato. Ognuno ha messo il proprio mattoncino: così, le chiacchiere sono andate a zero e sul tavolo è rimasto solo il distintivo dell’orgoglio. E di una squadra andata oltre l’emergenza là davanti e che ha dovuto fare i conti da fare con giorni che sono stati un condensato di tensione allo stato puro. Tante le menzioni da fare per singoli che sono usciti dalle righe di prestazioni normali: Mallamo l’ossesso, Silvestri l’indiavolato, Mercati tornato Mercati, Casasola re di personalità.
Botta e risposta
È stata una vittoria di carattere e di superiorità: tanto da far sembrare incredibile aver rischiato il -11 da una squadra che svetta, ma fatta apparire normalissima. Arrivata a Mompiano per speculare. Ma che pure aveva trovato il pari sul finire del primo tempo con il bresciano di Ponte San Marco Ndrecka spuntato da mischia innescata da una rimessa sulla quale la difesa biancazzurra aveva allentato le maglie.
Unica sbavatura a macchiare un primo tempo non pulitissimo per occasioni, ma azzannato con autorevolezza a far pensare subito bene. La partita è stata poi arpionata con una prodezza balistica da fermo di Rizzo Pinna. Eravamo ancora prima della mezz’ora e il Brescia se l’era meritato. Mentre non si era meritato di subire il ritorno degli ospiti – che sulla circostanza del vantaggio del Brescia avevano protestato per un presunto fallo su Paolucci (la panchina granata aveva giocato la card, poi riconsegnata per non funzionamento, in quel momento, dell’Fvs).
Il secondo tempo, le occasioni e la cazzimma
Vero, si va al riposo sul pari, ma nell’aria ci sono buone vibrazioni. Che il Brescia non tradisce non tradendo prima di tutto se stesso. E tra il 6’ e il 7’ costruisce una doppia quintalesca occasione: prima un’idea illuminante di Mallamo porta Pellegrini a tentare un pallonetto sporcato da Zanellati quel tanto che basta per consentire a Toffanin di salvare sulla linea. Sul corner che segue, Silvestri si scalda colpendo di testa la traversa. Il momento è hot, Corini lo tiene bollente con cambi (Mallamo-Frigerio e Rizzo-Pinna Di Molfetta, tenuto come arma da corsa) che lì per lì destano dubbi. Fugati dalla giocata di determinazione e qualità di Di Molfetta che pennella per il terzo tempo perfetto di Silvestri. Il Cittadella è costretto a scoprirsi, il Brescia prende metri con due contropiede golosi, il primo dei quali vanificato dal giovane, ma con le idee chiare,Coulibaly. La gara resta aperta,il Brescia no: ne ha in tutto, anche in cazzimma e stavolta nessuno ha l’idea che possa finire male. E infatti… Il campionato può ricominciare.




