Mi si nota di più se la vinco facile, o se la sblocco, mi faccio riprendere con topica difensiva, vado sotto su magia, la riprendo subito con pari magia e poi la porto a casa conquistando un rigore con il tempo che era scaduto lì, dagli sviluppi di un corner (contestato dall’Arzignano) sul quale Silvestri va incontro a un calcio in faccia? Nel dubbio, il Brescia ha scelto la seconda via. Quella del filmone meritevole d’accompagnamento in pop corn e caramelle e che alla fine è valso il prezzo. Più il momentaneo -2 dal Cittadella che sarà in campo domani.
I protagonisti
Starring: Andrea Rizzo Pinna, autore di una doppietta «da fermo» (più un gol «procurato») che fa di lui il capocannoniere anche del girone (in condominio) a quota 6 reti e anche uno specialista in freddezza. Co-starring: il già menzionato Silvestri che aveva risolto di testa col Cittadella e che ieri si è preso il penalty con sprezzo del pericolo rischiando di spaccarsela quella testa. Ma l’oscar va alla prova del cuore. Il classico test sotto sforzo. Sforzo auto procurato. Per mettersela via come la terza vittoria di fila con l’Arzignano è servita anche un po’ di fortuna? Certo che sì. Una fortuna che tuttavia si è schierata dalla parte giusta della storia di una serata. Che vale molto più dei tre punti messi in saccoccia. Proprio per come è venuta. Potrebbe proprio essere stata la vittoria del classico «switch».

Vantaggio e ribaltone
Ci torneremo. Nel frattempo vale la pena restare su un venerdì sera che gli uomini di Corini avevano instradato molto bene recitando sullo spartito di un 3-4-2-1/3-5-2 con Marras tornato titolare come non accadeva dalla seconda giornata e Frigerio a fungere da Mercati. Buon impatto, come quello del colpo di testa (8’) di Casasola sulla traversa da corner. Sulla respinta va ancora Casasola sul quale si immola Bernardi. C’è nell’aria un profumo di buono dentro un primo tempo attento e solido del Brescia che trova il modo di bucare con lo spillo Rizzo Pinna: destro secco, gran parata di Vannucchi che sulla respinta niente può però sull’incursione aerea di Mallamo.
La testa, grande protagonista di serata dato che al 29’ Frigerio chiude un bell’uno-due con Casasola andando a crossare per la testa di Marras, un poco arrugginito, che in corsa manda incredibilmente alto. È un particolare brutto momento per l’Arzignano che trova il modo di pizzicare i biancazzurri solo sulla sinistra con Cariolato che mette un po’ a nudo la gara difficoltosa di Sina. È un momento così brutto che gli ospiti trovano... il clamoroso pari: in mezzo al campo Frigerio perde un duello (per il Brescia il centrocampista subisce fallo) con Milillo che lancia Nanni bravo a far commettere a Sina un buco grande. Così nasce l’immeritato 1-1 al 39’.
Un risultato che scuote l’Arzignano, che lascia il Brescia un po’ suonato. Tanto che la squadra di Corini non si ripresenta in campo in maniera impeccabile. Tanto che al 9’ sulla sua freschezza, la sua corsa e la sua verticalità, l’Arzignano scrive il ribaltone: discesa di Cariolato e fantastico destro al volo di Lakti. Psicodramma? No, reazione. Si carica tutto in spalla Rizzo Pinna che riaggiusta ciò che il Brescia aveva rotto nel giro di pochi minuti colpendo dai 20 e passa metri puntando Vannucchi sul proprio palo e infilando la palla nell’angolo.
Il forcing
Da lì il Brescia inizia a costruire le basi per riprendersi tutto. Corini ci mette del suo con cambi opportuni e aggiungendo centimetri con Spagnoli prima e Balestrero poi. La partita è da provare a forzare soprattutto sui piazzati non riuscendo a varcare la soglia degli ultimi metri tra ultime scelte sbagliate e soluzioni non redditizie. Però almeno sempre cercate facendo anche girare bene palla. L’audacia, pur senza contare occasioni clamorose (da segnalare però una deviazione su Casasola e un buon Vannucchi su Silvestri), diventa il jolly del 94’ con Rizzo Pinna glaciale dal dischetto al 97’. Per una vittoria dal peso sesquipedale.




