Eugenio Corini l’ha scandito un’infinità di volte: vincere in casa di un’avversaria che al Del Duca è rimasta all’asciutto una sola volta, perdipiù contro chi ha trionfato nel suo girone (l’Arezzo), amplificherebbe la portata dell’impresa. Serve questo, al Brescia. Non è un’iperbole.
Però c’è speranza, eccome. Non soltanto perché, arrivati a questo punto, sarebbe sciocco anche solo abbozzare un atteggiamento arrendevole. E nemmeno perché il primo atto, spezzato in due, ha certificato che l’Union è assolutamente all’altezza di questo Ascoli.
L’impronta
No, è pure una questione di Dna. Quello che nella stagione regolare ha portato i biancazzurri a raccogliere in trasferta praticamente lo stesso numero di punti (34) di quelli totalizzati al Rigamonti (35). Per questa squadra non fa alcuna differenza, almeno a livello statistico, e prima di una gara così infuocata è un aspetto che conforta.
In ventuno gare esterne, compresi i play off, ha subito pochissimo: appena dieci reti. Meno di una ogni due. Ha vinto dieci volte e ne ha perse appena tre, condensate nel girone di ritorno. Per un bel pezzo era stata la squadra professionistica più efficace in trasferta. Poi il rendimento è un po’ calato, ma l’impronta è rimasta la stessa.
Bei ricordi
In viaggio il Brescia ha accumulato ricordi. In grande maggioranza dolcissimi. Memorabili, come soltanto le prime volte sanno essere. La prima vittoria di sempre di questa società in campionato? In trasferta, a Trento. Gol di Maistrello e Cisco. Era ancora agosto, una vita fa.
L’esempio più familiare, visto l’impegno al quale si affacciano i biancazzurri, è il primo scontro diretto vinto, a metà ottobre a Lecco. Il Brescia aveva già incontrato le prime difficoltà, nulla in confronto a quello che l’avrebbe atteso nei mesi successivi. Ma in quel momento il Vicenza era ancora un obiettivo, il Lecco una parigrado, e la vittoria fu un segnale che risuonò potente nelle orecchie delle concorrenti.

Lo diede anche a sé stesso, il Brescia, che ha sempre giocato con coraggio nella tana dei pesi massimi: a Vicenza, a fine marzo, ha pareggiato con qualche rimpianto. A Salerno l’1-1 è maturato in pieno recupero, con una prodezza di Crespi, ma quella partita avrebbe meritato di vincerla l’Union. Che punta a ripetersi anche questa volta, ma senza aggrapparsi ai rimorsi. Il cammino con Corini in questo campionato è cominciato e finirà in trasferta. Eugenio vinse la sua prima gara in casa della Dolomiti Bellunesi, con un gol all’ultimo secondo di Cazzadori. Fu uno 0-1 di volontà e di spirito. Stasera serviranno in abbondanza.




