Con la sola forza della volontà, con poche idee – concentrate nella prima mezz’ora prima di addentrarsi nel buio – e preoccupantemente senza il gol. Secondo pareggio, secondo 0-0 consecutivo per il Brescia in casa dell’Alcione: il minimissimo sindacale e forse – fa proprio male dirselo – persino il massimo in questo momento di magra e di domande. In quello è che l’ultimissimo tratto di una stagione regolamentare in cui di davvero regolare e implacabile fin qui c’è stato il gettito di bollettini medici zeppi di cattive notizie.
I fischi

L’ancor mesto 0-0, seppur almeno stavolta si siano contate ben anche tre occasioni da rete, è stato accolto dai tifosi esattamente come quello con la Triestina: male. E accompagnato dai fischi oltre che dal coro «noi vogliamo gente che lotta». Nemmeno le scusanti oggettive riescono più a reggere a questo punto del campionato: il cuore non conosce ragioni. Intanto, en passant; alla luce di questo pareggio se lunedì sera il Vicenza vincerà, potrà festeggiare la promozione in serie B.




