Union Brescia, l’appello di Corini: «Chiedo aiuto ai tifosi»

L’intervista di Corini dopo il mesto pareggio con l’Alcione sembra quasi un’appendice dell’appello che aveva rivolto alla vigilia: «Chiedo aiuto ai tifosi, sto cercando in tutti i modi di far capire la situazione che stiamo vivendo». A frapporsi tra i due momenti c’è un primo tempo con qualche segnale in più di vita, e una ripresa piatta, quasi insostenibile.
I fischi
L’epilogo è lo stesso post-Triestina: fischi dei tifosi e squadra a rapporto sotto la Curva. «La loro delusione è la nostra, la comprendo», premette il tecnico. Che poi difende i suoi: «Chi vive questo momento dall’interno sa molte più cose di chi le percepisce da fuori. Aver fatto una partita con questo atteggiamento contro l’Alcione, che occupa una buona posizione di classifica, mi rende orgoglioso. Questi ragazzi hanno bisogno di sentire il calore della loro gente, esattamente come hanno fatto i nostri tifosi fino al fischio finale. Poi è giusto e normale che esprimano il loro disappunto se il risultato non li soddisfa».
L’analisi
Corini scompone la sua analisi in due parti: «Il primo tempo è stato fatto bene, abbiamo costruito diverse occasioni senza rischiare nulla, com’è stato poi per tutta la partita. Nella ripresa abbiamo avuto meno qualità, ci è mancata lucidità». Un’ammissione di colpe che s’intreccia alla consueta constatazione: «In questo momento ci manca profondità nella rosa. Ho rischiato con Di Molfetta e l’ho perso, ora sono costretto a farlo con Spagnoli e Maistrello, che hanno un minutaggio di un quarto d’ora».
A Sesto si è fermato anche Valente: «Che ha avvertito una fitta al polpaccio: sembra però si tratti soltanto di un crampo. Moretti invece ha già fatto gli esami: aspettiamo il responso, ma siamo preoccupati». Deve passare la nottata, insomma: «Una reazione c’è stata, questo mi conforta. Dobbiamo restare dentro questo campionato e difendere a ogni costo il secondo posto, sperando nel frattempo di recuperare qualcuno». Ora, però, il rischio è che il Trento bussi a una porta che il Brescia sembrava aver blindato dopo il Lecco.
Il protagonista

Tra le poche note liete della serata di Sesto San Giovanni c’è la prova di Alessandro Mallamo, che non giocava una partita intera da sei mesi: «Ho aspettato tanto questo momento – racconta –, perché dall’infortunio era passato ormai un mese e mezzo. Dispiace però per il risultato: la prestazione c’è stata, ma siamo il Brescia ed è normale che da noi si pretenda la vittoria».
Anche l’ex Südtirol si esprime sui fischi dei tifosi: «Li capisco: ci danno una grande mano e vengono numerosissimi anche in trasferta, non è scontato. Siamo i primi a chiedere tanto a noi stessi. Per noi sono fondamentali, dobbiamo unire le forze: è comprensibile che esprimano la loro insoddisfazione, cercheremo di dare il massimo per riconquistarli».
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