Pirlo, la nomina in dubbio: le perplessità sull’agenzia di scommesse russa

Attorno al papabile ct della Nazionale è nato un caso politico. Nella polemica si inserisce anche il Codacons: «Ricorso al Tar se verrà ingaggiato»
Andrea Pirlo quando era allenatore della Juventus - Foto Ansa/Elisabetta Baracchi © www.giornaledibrescia.it
Andrea Pirlo quando era allenatore della Juventus - Foto Ansa/Elisabetta Baracchi © www.giornaledibrescia.it

Il nome di Andrea Pirlo come prossimo commissario tecnico della Nazionale italiana comincia a traballare. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola a diventare il prossimo allenatore degli Azzurri, l’ex centrocampista bresciano era dato come favorito per la nomina a ct: ora, però, fanno discutere i suoi legami con l’agenzia di scommesse russa Fonbet, di cui da circa un anno Pirlo risulta essere ambasciatore. Una circostanza che ha suscitato prese di posizioni anche da parte del mondo politico.

Il caso Russia

Per poter firmare il contratto da ct, Pirlo dovrebbe prima svincolarsi dal legame con Fonbet ma anche con la squadra che al momento allena, l'Fc United di Dubai. L’esposizione dell’ex giocatore di Brescia, Milan e Juventus come ambasciatore per l’agenzia di scommesse russa Fonbet è stata criticata dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno: «La scelta di Pirlo di prestare il proprio prestigio al regime di Putin è stata un grave errore, e quella della Figc lo è ancora di più».

Il Codacons

Nella vicenda oggi si è inserito anche il Codacons annunciando che presenterà un esposto: «Contro Andrea Pirlo – si legge nel comunuicato – il Codacons presenterà domani un formale esposto all'Autorità per le Comunicazioni chiedendo di aprire una indagine alla luce della violazione del divieto di pubblicità e sponsorizzazione alle scommesse e giochi in denaro. Non solo. Se la Figc lo nominerà Commissario tecnico della Nazionale, scatterà un ricorso immediato al Tar del Lazio per bloccare tale nomina».

Secondo l'associazione dei consumatori, ci sarebbe una «totale incompatibilità di Pirlo con ruoli dirigenziali nel calcio italiano alla luce della normativa vigente». Il motivo: «Andrea Pirlo risulta testimonial di una società di scommesse russa, realizzando anche in Italia, attraverso i suoi canali social e le altre attività svolte dall'ex calciatore, una pubblicità vietata al gioco, in piena violazione dell'articolo 9 del Decreto Dignità (D.L. 87/2018) che impone il divieto assoluto di qualsiasi forma di pubblicità, sponsorizzazione o comunicazione promozionale (diretta o indiretta) relativa a giochi o scommesse con vincite in denaro. Se l'Autorità accoglierà l'esposto del Codacons, Andrea Pirlo andrà incontro ad una sanzione pecuniaria pari al 20% del valore della sponsorizzazione».

La politica

Perplessità sulla nomina dell’ex calciatore azzurro a ct erano arrivate anche dal presidente del Senato Ignazio La Russa, che non aveva però menzionato la vicenda russa: «Sono un tifoso dell'Italia e Pirlo è stato un grande campione: ma come allenatore è un salto nel buio», aveva detto ieri all’Ansa. 

A chiedere a Pirlo un passo indietro rispetto alla collaborazione con Fonbet ieri era stato il deputato di +Europa Benedetto Della Vedova: «Non si può che fare gli auguri più sentiti a Pirlo e alla nazionale italiana di calcio – ha scritto sui suoi social –. Con un “ma": Pirlo pochi mesi fa ha fatto una scelta per me incomprensibile e sbagliata, quella di diventare ambasciatore nel mondo di Fonbet, prima agenzia di scommesse in Russia. Il settore delle scommesse non è colpito dalle sanzioni europee, ma questo non toglie che un personaggio pubblico della levatura di Andrea Pirlo dovrebbe riflettere sul significato pubblico di scelte private e di affari. Personalmente mi auguro che il nuovo ct della Nazionale senta l'esigenza di rescindere il contratto con Fonbet, anche considerando la posizione attuale dell'Italia nei confronti della Russia».

Sostegno a Pirlo, invece, dal leader di Futuro Nazionale Roberto Vannacci: «Non vedo questione etica: la sponsorizzazione non deve interessare a nessuno: cultura, arte e sport devono restare fuori da politica e relazioni internazionali – ha detto Vannacci, contattato dall’Ansa –. Questa non è una cosa che va presa in considerazione per valutare incarichi eventuali a Pirlo, dove invece vanno valutate la competenza e certo non gli affari con agenzie varie. Come feci con Buttafuoco a Venezia, dunque, a lui do la mia solidarietà».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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