Budel: «Le favorite per il Mondiale? Punto sul blocco europeo e su Messi»

L’ex giocatore del Brescia, oggi commentatore per Dazn delle partite di Coppa del Mondo, fa un quadro della situazione dopo che tutte le squadre sono scese in campo almeno una volta: «L’Italia può mordersi le mani...»
Gianluca Magro

Gianluca Magro

Caposervizio

Alessandro Budel, ex centrocampista del Brescia, oggi voce tecnica di Dazn -  © www.giornaledibrescia.it
Alessandro Budel, ex centrocampista del Brescia, oggi voce tecnica di Dazn - © www.giornaledibrescia.it

Vivere il Mondiale non in campo ma davanti a un microfono e con le cuffie in testa è ugualmente una grande emozione. Per conferma basta chiedere ad Alessandro Budel, ex centrocampista del Brescia e adesso voce tecnica di Dazn. Ha commentato la goleada della Germania contro Curaçao e il pareggio tra Repubblica Ceca e Sudafrica. Lo aspettano oggi Olanda-Svezia e Argentina-Austria lunedì.

Come si sta trovando in questa avventura Mondiale?

«Bene perché è tutto bello, entusiasmante: ti trovi a commentare l’evento più importante che esista nel calcio. Stadi pieni, tifosi da tutto il mondo, impossibile non farsi coinvolgere. Poi è ovvio, fai Germania-Curaçao e vedi una squadra al massimo del livello europeo contro un avversario che mostra carenze fisiche, tecniche e tattiche enormi. Ma nonostante tutto emerge lo spirito che porta a non mollare mai, a vivere comunque qualsiasi partita come un qualcosa di storico, a prescindere dal vincere o perdere».

È differente la preparazione di chi commenta rispetto ai match di serie A?

«Cambia eccome. C’è molta più preparazione perché in serie A, magari dopo le prime sei-sette giornate, inizi a conoscere le squadre, anche i giocatori nuovi, quindi vai un po’ col pilota automatico. Qui invece devi avere il quadro su nazioni come Sudafrica e Curaçao di cui non si sa molto: diciamo che le piattaforme di cui dispongono gli allenatori vengono buone».

Impressioni dalle quattro nazionali fino ad ora commentate?

«Al di là dei sette gol, la Germania mi ha colpito. È quadrata, ha qualità, Nagelsmann gli ha dato grande identità. Può arrivare tra le prime quattro. Credevo potesse fare meglio la Repubblica Ceca».

La Germania ha strapazzato all'esordio Curaçao - Foto Epa/Sam Wasson © www.giornaledibrescia.it
La Germania ha strapazzato all'esordio Curaçao - Foto Epa/Sam Wasson © www.giornaledibrescia.it

E più in generale?

«Beh da Spagna e Olanda mi aspettavo di più, credo che gli iberici paghino un po’ il fatto di avere una rosa giovane. Sul Brasile non so: secondo me non avrà vie di mezzo, o bene bene, o male male. Poi ho visto in palla Francia e Inghilterra, oltre ovviamente all’Argentina che però ha un fenomeno come Messi che può cambiare le sorti di un Campionato del Mondo».

Ma se dovesse ipotizzare un podio?

«Punto comunque sul blocco europeo, quindi indico come favorite Francia, Germania e Inghilterra, non necessariamente in questo ordine».

Una sorpresa?

«Senza dubbio il Marocco, può andare molto lontano. E ci metto anche la Norvegia».

Ha impressionato l’Inghilterra di Tuchel.

«Ha fatto scelte forse impopolari, ma l’inizio contro un avversario forte come la Croazia è stato devastante. Si sono espressi molto bene, tra l’altro cambiando quello che è il modo di giocare inglese. Secondo me c’è una forza di gruppo che non ho visto negli anni precedenti, può davvero puntare in alto».

Come la Francia...

«Potrebbe schierare due squadre per i giocatori forti che ha. Ecco perché la metto tra le favorite, ha voglia di rifarsi dopo la finale persa quattro anni fa».

Messi, Haaland, Mbappè, Kane: arriverà in fondo chi avrà la stella che brilla più delle altre?

«Forse sì, ma credo sia fondamentale il collettivo: in una competizione lunga è quello a fare la differenza più del singolo, che comunque conta. Giusto per tornare al discorso fatto prima su Leo Messi».

Leo Messi già autentico trascinatore dell'Argentina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Leo Messi già autentico trascinatore dell'Argentina - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Da centrocampista a centrocampista, c’è qualcuno che l’ha impressionata?

«Di quelli che ho commentato Pavlovic della Germania, Darida della Repubblica Ceca e Mokoena del Sudafrica».

Ora che abbiamo viste tutte e 48 le squadre, aumenta il rammarico per l’assenza dell’Italia?

«Tantissimo, basta vedere le forze del girone in cui sarebbe stata inserita. È un peccato enorme, poteva benissimo starci e fare anche bene».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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