Le dieci partite da non perdere in questi Mondiali di calcio

La fase a gironi propone già sfide molto interessanti: Messi e Ronaldo sono all’ultimo ballo, Francia e Spagna sono le favorite, il piccolo Curaçao vuole vivere la propria favola
Luca Chiarini

Luca Chiarini

Giornalista

La grande coppa al centro del campo durante la cerimonia inaugurale a Città del Messico - Epa/Jose Mendez
La grande coppa al centro del campo durante la cerimonia inaugurale a Città del Messico - Epa/Jose Mendez

Più di un mese di grande calcio: è iniziato il Mondiale, e non si fermerà fino al prossimo 19 luglio. Tra grandi favorite, possibili sorprese ed esordienti che proveranno a dire la loro, ecco le partite più interessanti che propone la fase a gironi della competizione.

Brasile-Marocco

Domenica 14 giugno, 00.00 (ora italiana)

Carlo Ancelotti, ct del Brasile - Epa/Antonio Lacerda
Carlo Ancelotti, ct del Brasile - Epa/Antonio Lacerda

Ventiquattro anni senza vincere un Mondiale sono troppi. Per intenderci: la Seleção sta al Mondiale come il Real Madrid sta alla Champions. È il giardino di casa dei verdeoro. E quindi per rompere il digiuno è arrivata una leggenda dei blancos, Carlo Ancelotti. Gli ingredienti per arrivare in fondo ci sono tutti: centrali forti (Gabriel Magalhães, Marquinhos, Bremer), un centrocampo che abbina dinamismo e qualità (ci sono Casemiro e Bruno Guimarães, ma anche l’atalantino Ederson).

Il punto forte è ovviamente l’attacco: Vinicius Junior e Raphinha sono le stelle, Neymar vuole saltare sull’ultimo treno per il Mondiale (ma in questa non ci sarà causa infortunio). Insomma, è l’occasione giusta per studiare (all’esordio) una delle favorite. E il Marocco? Mica resterà a guardare. Formalmente è campione d’Africa in carica (ma in finale, sul campo, ha perso). Brahim Diaz vuole riscattarsi dopo l’errore dal dischetto a Rabat, Hakimi e Mazraoui rendono la squadra di Ouahbi (il successore di Regragui) mortifera sulle fasce. Ci sarà da divertirsi.

Francia-Senegal

Martedì 16 giugno, 21.00 (ora italiana)

Kylian Mbappé e Didier Deschamps - Epa/Thomas Padilla
Kylian Mbappé e Didier Deschamps - Epa/Thomas Padilla

Restiamo in scia all’ultima finale di Coppa d’Africa: il Senegal aveva abbandonato il campo dopo il rigore concesso al Marocco, per protesta. Poi era rientrato, in tempo per il patatrac firmato Brahim Diaz. A persuadere i compagni a non ritirarsi era stato Sadio Mané, simbolo nazionale, leader indiscusso di questa squadra.

La Francia annovera in un solo reparto gente come Mbappé, Dembélé, Olise (eccezionale quest’anno al Bayern), l’interista Marcus Thuram. Non abbiamo ancora finito: Cherki è una gioia per gli occhi, portato a forza da Guardiola a Manchester un anno fa. E ancora Barcola, Doué… Abbiamo elencato solo gli attaccanti.

Hanno vinto l’edizione del 2018 e sono arrivati in finale nel 2022. Come si fa a non considerarli favoriti? Deschamps deve stare attento soltanto a due cose: trovare un equilibrio tattico, con tutto quel talento là davanti, e far digerire la panchina a qualche fenomeno. In elenco c’è qualcuno che raggranellerà pochi minuti in questo Mondiale. Stentiamo a crederci pure noi.

Inghilterra-Croazia

Mercoledì 17 giugno, 22.00 (ora italiana)

Luka Modric, stella della Croazia - Epa/Antonio Bat
Luka Modric, stella della Croazia - Epa/Antonio Bat

Una bella riedizione della semifinale 2018. Lì la Croazia toccò il punto più alto della propria storia, vincendo ai supplementari col gol di Mandzukic, dopo l’1-1 nei tempi regolamentari.

Va detto che la Nazionale di Zlatko Dalic nel frattempo ha avviato un altro ciclo: Rakitic, Brozovic e lo stesso Mandzukic non ci sono più. C’è però Luka Modric, che a quarant’anni suonati insegna ancora calcio. I suoi allievi promettono bene: Baturina è esploso al Como e vuole mettersi in mostra, Sucic non ha tradito le attese al primo anno di Inter.

Chissà che non sia l’anno dell’Inghilterra, a sei decadi esatte dall’unico Mondiale vinto nella sua storia. Il talento abbonda come sempre, cercheremo di capire come Thomas Tuchel sarà in grado di metterlo a terra. Intanto qualche grossa responsabilità se l’è già presa, lasciando a casa Cole Palmer e Phil Foden, due che nell’Italia sarebbero capitano e vice. Di certo questa è una delle portate principali della fase a gironi.

Scozia-Brasile

Giovedì 25 giugno, 00.00 (ora italiana)

Scott McTominay, qui in maglia Napoli - Ansa/Elisabetta Baracchi
Scott McTominay, qui in maglia Napoli - Ansa/Elisabetta Baracchi

Del Brasile abbiamo già detto, a questo punto potrebbe esserci spazio pure per Neymar, e questo è già un motivo valido per coricarsi un paio d’ore più tardi. Anche la Scozia suscita molta curiosità. Scott McTominay è il deus ex machina di questa squadra, nella quale troviamo diversi giocatori provenienti dal nostro campionato, come Che Adams (Torino) e Lewis Ferguson, brillante centrocampista del Bologna: sembrava pronto per una big un paio d’anni fa, un brutto infortunio l’ha un po’ frenato, ma resta un profilo molto interessante. Andy Robertson, grande protagonista del Liverpool vincente di Klopp, è l’altro pilastro della Nazionale di Steve Clarke. Non sottovalutateli: possono essere la sorpresa di questa Coppa del mondo.

Norvegia-Francia

Venerdì 26 giugno, 21.00 (ora italiana)

Erling Haaland con la maglia del City - Epa/Daniel Hambury
Erling Haaland con la maglia del City - Epa/Daniel Hambury

Il cammino dei bleus non è dei più morbidi: dopo il Senegal avranno l’Iraq, squadra cuscinetto del girone, ma questa sulla carta è la partita di cartello del raggruppamento. La Norvegia arriva a questo Mondiale con la giovane esuberanza della sua generazione d’oro. Davanti c’è Haaland, una macchina da gol, ma pure Sorloth (che potrebbe trasferirsi alla Juventus) ha numeri importanti. Per non parlare di Ødegaard, tecnicamente il più dotato. Si gioca alle 21, ora italiana, di venerdì. Ci sono modi peggiori di chiudere la settimana lavorativa con un duello Mbappé-Haaland. Ci sentiamo di consigliarvelo.

Uruguay-Spagna

Sabato 27 giugno, 2.00 (ora italiana)

Yamal vuole trascinare la sua Spagna - Epa/Sergio Perez
Yamal vuole trascinare la sua Spagna - Epa/Sergio Perez

La Spagna è la grande favorita insieme alla Francia. Lamine Yamal punta dritto al Pallone d’oro: vincere il Mondiale sbaraglierebbe la concorrenza, che oggi parla soprattutto francese, dopo il trionfo del Psg in Champions. Ma i terribili ragazzi di Luis de la Fuente hanno armi nascoste in ogni reparto. In mezzo c’è l’imbarazzo della scelta tra Fabián Ruiz, Dani Olmo, Rodri (a proposito di Pallone d’oro), Gavi e Pedri. La difesa non è il reparto migliore del torneo, ma è comunque di livello.

L’Uruguay è in mano a Marcelo Bielsa, un maestro della panchina. La vera sfida è dare fastidio alle grandi senza un grande centravanti, visto che Suárez non è stato convocato. C’è Darwin Núñez, è vero, ma dopo gli anni in chiaroscuro al Liverpool ha ripiegato sull’Arabia, chiamandosi fuori dal calcio ad alti livelli. L’uomo da tenere d’occhio è ovviamente Valverde, che è una colonna pure del Real: personalità e qualità. Giménez, in forza all’Atlético, porta avanti la tradizione dei grandi centrali di questa selezione.

In mezzo troviamo pure Ugarte, ex Psg oggi allo United, e Bentancur, vecchia conoscenza della Juve. E poi l’Uruguay gioca sempre con una grinta contagiosa. Può venirne fuori una partita divertente.

Colombia-Portogallo

Domenica 28 giugno, 1.30 (ora italiana)

Ronaldo è al suo sesto Mondiale - Epa/Paulo Cunha
Ronaldo è al suo sesto Mondiale - Epa/Paulo Cunha

Il Mondiale di Ronaldo, dopo quello di Messi? Chissà. CR7 c’è ancora, è al suo sesto tentativo. Quarantun anni e nessuna voglia di smettere. Anche lui gioca in Arabia, ma per uno con quella mentalità un campionato vale l’altro, non c’è pericolo che si lasci andare.

Cancelo e Mendes sulle fasce, Ruben Dias in difesa, in cabina di comando Bernardo Silva, João Neves, Vitinha… Dalla cintola in giù il Portogallo se la gioca alla pari con i pesi massimi. Il terminale offensivo può essere proprio Ronaldo, che si è reinventato ormai da anni in una posizione centrale.

Il punto debole può essere lo stato di forma degli esterni: Leão viene da una stagione pessima, Conceição non ha fatto molto meglio, João Félix è la solita croce e delizia. Ma uno dei tre slot davanti se lo prenderà probabilmente Bernardo. Occhio alla Colombia: James Rodríguez è un’imitazione pallida del diez che incantò nel 2014, ma in compenso c’è Luis Diaz. E dietro, tra Yerri Mina e Lucumí, la difesa parla italiano.

Partite «bonus»

C'è grande curiosità attorno a Curaçao - Epa/Robin van Lonkhuijsen
C'è grande curiosità attorno a Curaçao - Epa/Robin van Lonkhuijsen

Germania-Curaçao si gioca alle 19 di domenica 14 giugno: abbiamo l’ardire di consigliarvela anche perché l’orario lo consente. La squadra di Nagelsmann è inciampata più di qualche volta nei mesi scorsi, ma ha la struttura per giocarsela con tutti. Curaçao è il Paese più piccolo di sempre (150mila abitanti) a presentarsi a un Mondiale. L’aspetto puramente tecnico si mescola in questo caso a una curiosità che si spinge oltre il calcio. Ah, sulla panchina di Curaçao siede il 78enne Dick Advocaat, lo specialista delle Nazionali: ha già guidato da ct Olanda, Emirati Arabi, Russia, Corea del Sud, Belgio, Russia e Iraq.

Chiudiamo con Argentina-Algeria (17 giugno, 3.00) e Portogallo-Uzbekistan (23 giugno, 19.00). Gli asiatici sono guidati da Fabio Cannavaro e si affacciano a questa competizione con grande entusiasmo: difficile avere particolari velleità in quest’edizione, ma il movimento calcistico è in crescita. Khusanov del City e Shomurodov (di proprietà della Roma e capocannoniere dell’ultimo campionato turco) sono i giocatori più forti. Non poteva mancare l’ultimo ballo di Messi, che insegue il bis con molte meno pressioni di quattro anni fa. Proverà a divertirsi.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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