Calcio

Modena-Brescia: il superclassico vale una vetrina nei play off

Alle 14 al Braglia la sfida tra le squadra più esperte della cadetteria: rondinelle per l’aggancio all’ottavo posto
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Da sinistra: Dimitri Bisoli, Gennaro Borrelli e Massimo Bertagnoli - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it
Da sinistra: Dimitri Bisoli, Gennaro Borrelli e Massimo Bertagnoli - Foto Ansa © www.giornaledibrescia.it

Ognuno ha il superclassico che può. In serie B, questa etichetta va senza dubbio su Brescia e Modena, le due «nonne» della cadetteria rispettivamente con la presenza numero 65 e 52 nella seconda serie e che oltretutto oggi «festeggiano» l’ottantesimo incrocio in assoluto. A modo suo, una specie di ricorrenza.

Un’occasione speciale che prevede un regalo speciale: un posto nei play off. Per la verità, la squadra dell’emergente Bianco ha già la sua «location» nella zona più pregiata della classifica.

Un ottavo posto insidiato però proprio dalla banda con la V che con una zampata può andare proprio ad agganciare gli emiliani per quello che sarebbe un primo coronamento - un micro obiettivo - del grande percorso di crescita inaugurato al Brescia dall’arrivo di Rolando Maran durante una crisi scatenata da 5 ko consecutivi con l’inizio della fine per Gastaldello segnato proprio dalla caduta nel recupero contro il Modena. Ormai è storia.

Il punto

Ci eravamo lasciati nel 2023 con una sconfitta contro il Parma, certo. Ma quel ko nei contenuti e nelle ricadute, non ha influito su un trend rimasto positivo al ritmo di 13 punti in 7 gare con i numeri dell’attacco in salita e con quelli della difesa in felice decrescita. Tutto è andato come doveva andare anche nella sosta tra immancabili e fisiologici contrattempi e, naturalmente, con l’irruzione sulla scena del mercato.

In primo piano, naturalmente, la «turbativa Cistana» con il Brescia sul piano generale della sessione più che altro impegnato a darsi una truccata veloce, e che dopo aver lasciato andare ormai senza più rimpianti Emanuele Ndoj, cerca di capire come uscire nel miglior modo per tutti dalla vicenda relativa al suo giocatore anche simbolicamente più rappresentativo provando, se non sarà possibile ricavarne qualcosa economicamente, perlomeno a non perderci da un punto di vista tecnico e in termini di stabilità.

Stabilità che in casa Brescia resta sempre la buona norma più difficile da applicare sul lungo periodo (intanto, sul corto, si segnala che tutti stanno rispettando i propri ruoli nei corretti binari...).

L'avversario

Dall’altra parte oggi invece c’è una realtà che al secondo anno dalla B ritrovata, anche attraverso una proprietà (Carlo Rivetti, il signor Stone Island) solida e ricca, punta già in alto. Prova ne sono anche i primi segnali da questa sessione tra l’arrivo di Corrado (già titolare) e quello di Gliozzi per puntellare un attacco che presto potrebbe contare anche su Soleri. Gente di categoria per scalare la categoria.

Non è questo affare per il Brescia che al Braglia conterà sul sostegno di 840 tifosi e che storicamente nello stadio emiliano si trova a proprio agio (15 vittorie). È la prima di ritorno e, come si suol dire ma non solo per modo di dire, inizia un altro campionato un po’ per tutti. Le prime partite dell’anno, un po’ come le ultime dell’anno, sono sempre insidiose perché il rischio è quello di avere ancora i giri del motore mentale inconsciamente ancora settati sulla modalità relax.

C’è tanta carne al fuoco oggi, tanti temi nei temi, ma soprattutto c’è una zona play off - foss’anche solo per esercizio di stile - da provare ad assaltare. E se pensiamo a com’era il mondo biancazzurro solo un paio di mesi fa, sembra un sogno. Che ora però può diventare una solida realtà.

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