Marchio storico, Cellino tuona: «Darlo all’Union sarebbe gravissimo»

L’imprenditore sardo, amministratore unico del Brescia Calcio, starebbe per inviare una diffida alla curatela fallimentare, all’Union Brescia e, per conoscenza, a Figc, Lega Pro e Lnd
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Massimo Cellino davanti alla vecchia sede del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino davanti alla vecchia sede del Brescia - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

A due giorni dall’asta per il marchio storico del Brescia Calcio si apre un nuovo fronte legale. Massimo Cellino, amministratore unico del Brescia Calcio, starebbe per inviare una diffida alla curatela fallimentare, all’Union Brescia e, per conoscenza, a Figc, Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, contestando la procedura che lunedì porterà all’assegnazione in licenza dello storico stemma. «Stiamo ragionando come è naturale sul da farsi per la tutela di Brescia Calcio e soprattutto dei suoi creditori», spiega l’avvocato Giorgio Altieri, specificando che «nessuna lettera è stata ancora inviata».

L’attacco

Cellino sostiene che l’eventuale aggiudicazione all’Union Brescia o a un’altra società «attuerebbe una gravissima violazione dei diritti di natura identitaria, sportivi e di privativa» del Brescia Calcio, rivendicando la titolarità della matricola 7810 e degli elementi che identificano il club, dalla «V» bianca al riferimento al 1911, fino ai colori sociali.

In queste ore Cellino e i suoi legali stanno ragionando se e come agire per tutelare «la riconoscibilità esclusiva dei segni e dei colori propri della maglia calcistica». L’asta è in programma lunedì alle 15 a Desenzano. E non si escludono colpi di scena.

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