«Abbiamo sempre agito con correttezza e trasparenza». I legali di Massimo Cellino replicano alle accuse dell’esperto contenute nella relazione finale della composizione negoziata di cui il GdB ne ha scritto mercoledì.
«Abbiamo sempre esercitato la professione con scienza e coscienza e soprattutto con correttezza e trasparenza», sostengono i legali dell’imprenditore sardo replicando all’esperto della composizione negoziata Eugenio Bissocoli, che aveva contestato alla società e ai suoi consulenti il mancato rispetto dei principi di buona fede e correttezza nella gestione della procedura.
I professionisti rivendicano il lavoro svolto nell’ultimo anno. «Se oggi il Brescia Calcio è tuttora titolare delle azioni di rivendica dei suoi beni presso lo stadio, se è tuttora costituita nel contenzioso sui marchi per rivendicare la restituzione di 1,2 milioni di euro, se ha ottenuto un sequestro conservativo di oltre 2 milioni di euro, se è titolare del titolo sportivo che legittima a percepire i diritti di Tonali maturati e maturandi, se il Brescia Calcio ha ottenuto la riattivazione della matricola e l’accreditamento Fifa, vuol dire probabilmente che i suoi consulenti, nonostante una situazione obiettivamente complessa, hanno lavorato con professionalità» le parole degli avvocati di Cellino.
«Nell’interesse dei creditori»
Secondo i legali, ogni scelta è stata compiuta esclusivamente nell’interesse della società e dei suoi creditori. «Tutto il lavoro fatto è stato fatto nell’interesse dei creditori del Brescia Calcio e per vicinanza ad un imprenditore che conosciamo da oltre vent’anni e che si è venuto a trovare in difficoltà per gravi truffe subite».
Poi i legali del patron del Brescia calcio entrano nel merito delle contestazioni mosse dall’esperto sulla gestione della composizione negoziata. «Se poi l’esperto non ha apprezzato il nostro parere contrario a certe operazioni non significa che siamo impazziti. “A sorpresa” ci è stato detto che non ci sarebbe stata più la garanzia che ogni operazione sarebbe stata definita solo se la composizione negoziata avesse avuto esito positivo».
Da qui, spiegano gli avvocati, la scelta di opporsi ad alcune operazioni. «Abbiamo allora tutelato ancora una volta tutti i creditori e l’imprenditore. Cosa sarebbe successo se quelle operazioni fossero state autorizzate senza garanzia del positivo esito della composizione negoziata? Semplice: se poi la composizione non si fosse conclusa positivamente, come purtroppo è accaduto non per volontà del Brescia Calcio, più di qualcuno avrebbe potuto chiedere ragione all’imprenditore, all’esperto e ai professionisti di quelle operazioni a vantaggio di alcuni terzi e in danno di tutti gli altri».
Infine, la difesa di Massimo Cellino accende poi i riflettori sull’ultima mossa processuale, quella con cui il club ha rinunciato alla composizione negoziata per chiedere il concordato preventivo in continuità. «Anche l’ultima iniziativa di presentare domanda di concordato in continuità si inserisce nel solco di esclusiva tutela dei creditori. Se il Brescia Calcio fallisse, oltre 4 milioni di euro andrebbero irrimediabilmente alla Figc e non ai legittimi aventi diritto, ossia i creditori del Brescia Calcio». La conclusione è una risposta diretta ai rilievi contenuti nella relazione dell’esperto: «Ad ennesima conferma che i professionisti del Brescia Calcio e l’imprenditore stanno adempiendo ciascuno al proprio ruolo con correttezza e trasparenza».



