Cosa c’è di meglio di un talento in controllo? Nulla. Ce lo insegna Andrea Rizzo Pinna. Sei gol, tre assist. Capocannoniere del girone, in condominio con Gennaro Anatriello del Lumezzane, Alex Rolfini dell’Alcione e Juan Ignacio Molina del Trento. Solo che Anatriello, Rolfini e Molina sono attaccanti mentre il 25 biancazzurro è un centrocampista. Che già che c’è largheggia: è il giocatore della terra di mezzo che vanta la maggior partecipazione ai gol di tutti e tre i raggruppamenti della serie C. Là dove sventola la pinna, fermati e scendi: vedrai un giocatore che era arrivato rivestito di aspettative e che quelle aspettative ha iniziato a tradurle in fatti perfettamente comprensibili e non fraintendibili.

La crescita
Cosa c’è dentro la sempre maggior incisività e decisività del classe 2000 che intende fare di questo l’anno della sua definitiva consacrazione? Lui che fa parte di una specie protetta, tipo panda, di giocatori. Quelli che nel calcio d’oggi hanno vita meno facile di sempre. E che però come nessuno sanno rendere il calcio una cosa semplice: una gioia per gli occhi.
Andrea Rizzo Pinna è sul manifesto della presa di coscienza del Brescia circa il ruolo che questa squadra deve recitare in campionato. Nel tris di partite che hanno riaperto come si deve la caccia alle ambizioni e che sono valse come messaggio agli avversari, c’è tanto di quel moltissimo che ci si attende dall’ex Ascoli.
Ci sono stati i gol, intanto. Con due punizioni tra il Cittadella e l’Arzignano che hanno dato l’idea di aver avuto in dono quello specialista su piazzati che da queste parti mancava da tempo immemore. Prodezze. E poi quel rigore che al 97’ di venerdì sera è servito a scardinare l’Arzignano. Un capolavoro di glacialità nell’andare a calciare un pallone pesante come una palla medica.
Applausi
Sul campo. Si chiama leadership. La stessa che è servita nell’andare a trovare quel 2-2 da oltre 20 metri cogliendo sul fatto il portiere avversario, La riscossa del Brescia, la costruzione della vittoria dopo le autodistruzioni, è (ri)cominciata da lì.
C’è, ultimamente, tutto del calciatore Rizzo Pinna. Influisce anche quell’aggiustamento di posizione che fa di lui una mezz’ala travestita da trequartista e viceversa.
Influisce una maggior coralità dei biancazzurri: perché il talento di Rizzo Pinna per dispiegarsi ha bisogno di precise codifiche e organizzazione di gioco.
Intanto, con lui, sta tornando anche Marras che ha bisogno di grattarsi via un po’ di ruggine, ma che solo per il fatto di esserci rende il Brescia automaticamente più pericoloso. In attesa che la combinata Marras-Rizzo Pinna diventi ufficialmente esplosiva ci prendiamo tutto il talento di quest’ultimo. Un talento affatto fine a se stesso perché totalmente in controllo.




