Guardiola adesso ha voglia di scoprire cosa sia la vita senza il calcio

Il tecnico ha dato ufficialmente addio al City dopo 10 anni e 20 trofei: «Nulla è eterno tranne le emozioni». Ora si dedicherà ai figli, ma pure a nuovi interessi
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Pep Guardiola, uno degli allenatori più vincenti di sempre - Foto Ansa
Pep Guardiola, uno degli allenatori più vincenti di sempre - Foto Ansa

C’è una vita oltre al calcio? È la domanda a cui Pep Guardiola ha voglia di rispondere. Dentro se stesso. Alla scoperta di ciò che c’è fuori dal rettangolo di gioco, fuori da un centro sportivo, fuori da una sala conferenza. Fuori dagli schemi. E dalle pressioni. L’uomo, è sempre, a prescindere anche da conto in banca.

Parole

«Niente è eterno, tranne le emozioni». È il messaggio che alla sua maniera - elegante - un allenatore che in 10 anni è stato capace di vincere 20 titoli, ma che soprattutto ha aperto e cambiato menti, dettato ritmi e dato un direzione al calcio, ha consegnato al mondo per annunciare quello che non era un segreto per gli amici e che era diventato di dominio pubblico da qualche giorno: Pep saluta il City con l’ultima passerella domani in casa contro l’Aston Villa.

La commozione dominerà, anche se la scelta di Guardiola nasce da lontano e dal profondo: ha preparato la sua successione (Maresca) mentre lui sarà global Ambassador del City (poi una Nazionale?). Fosse stata una storia d’amore, il senso della fine del suo rapporto col club «dell’altra Manchester», sarebbe «non sei tu, sono io». «Ora ho bisogno di respirare e rilassarmi, starò fuori un po’. Sono stati in tutto 17-18 anni, con tutti che mi chiedevano ogni tre giorni di fare il triplete... Sentivo di non avere più le energie per lottare ogni giorno».

Segnali

Pep aveva fatto emergere stanchezza anche in occasione dell’ultima visita bresciana. Ama il golf, ma da sempre desidera imparare a sciare, apprendere nuove lingue (gli manca il francese), scoprire culture: ora potrà. Ma prima di tutto i figli: Maria, Valentina e Marius con i quali Pep ha voglia di condividere. Chi è lui senza il calcio? Lo scoprirà. Mentre noi sapremo cosa sarà il calcio senza Guardiola.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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