C’è anche un po’ di Brescia sulla scena delle panchine europee. Che siano di club o di nazionali non fa differenza, perché le scelte fatte da Pep Guardiola (lascia il City dopo 10 anni) e Rolando Maran (riparte dall’Albania) sono quelle di chi la Leonessa ce l’ha a suo modo nel cuore.
Un decennio
Dopo tante indiscrezioni, seppur in assenza dell’ufficialità, stavolta non ci sono più dubbi sul fatto che Pep Guardiola chiuda con questa stagione la sua lunga avventura a Manchester, sponda City. Il tecnico catalano si è sentito in dovere di dirlo anche ai suoi giocatori, chiudendo di fatto un’epopea fatta di 20 trofei, tra cui 6 Premier League, una Champions, cinque Coppe di Lega e tre FA Cup, l’ultima colta nello scorso weekend contro il Chelsea.
Molto più importante è l’impronta lasciata col suo gioco, non solo a Manchester, ma nel calcio in genere. Merito di un personaggio - prima ancora che di un tecnico - non convenzionale, che a Brescia è stato all’inizio del millennio in due occasioni da giocatore e che a Brescia è rimasto legatissimo. Prova ne è che non più tardi di tre mesi fa si presentò a sorpresa al Rigamonti per assistere alla sfida tra l’Union e la Pro Patria.
L’impronta tangibile di certo l’ha lasciata anche a Manchester, dove il club «blue» dello sceicco Mansour sta pensando di intitolargli una tribuna dell’Ethiad stadium. Il suo testimone in panchina sarà raccolto dall’italiano Enzo Maresca, suo collaboratore per alcune stagioni proprio al City.
Con le Aquile
Storia che si ripete. Rolando Maran, invece, a Brescia è rimasto per davvero. Tecnico in più occasioni, sotto le gestioni Corioni e Cellino, il trentino da diversi anni oramai aveva scelto come dimora le colline del Garda e in particolare Lonato.

Non a caso è stato avvistato di recente anche a seguire il Desenzano in serie D. Nel frattempo, però, per lui maturava la prospettiva di guidare per la prima volta, a quasi 73 anni, una Nazionale. Quella dell’Albania, dove rileva il testimone del brasiliano Sylvinho.
Curiosamente, è il terzo ex allenatore del Brescia ad approdare alla guida delle Aquile. Il primo fu il veneto Gianni De Biasi, selezionatore dal 2011 al 2017 con tanto di qualificazione agli Europei di Francia 2016. Il secondo fu il goriziano Edy Reja, che guidò invece l’Albania dal 2019 al 2022. Ora tocca al trentino-bresciano: «Ho l’opportunità di rappresentare un popolo con un grande orgoglio, voglio trasmettere l’amore per questa maglia».




