Un gruppo di San Marino è interessato al Brescia di Cellino

Presentata una manifestazione di interesse, ma nel frattempo il tribunale non si è ancora pronunciato sul futuro del club
Massimo Cellino davanti alla vecchia sede del Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino davanti alla vecchia sede del Brescia - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it

Qualcosa si muove. Se poi andrà in porto è presto per dirlo. Anche perché prima di pensare eventualmente a vendere, Massimo Cellino deve ancora capire se il suo Brescia resterà in vita o se il tribunale farà scorrere i titoli di coda come chiesto dalla Procura che punta al fallimento.

In attesa del parere del giudice sul concordato in bianco proposto dall’imprenditore sardo per evitare il crac, si registra una manifestazione di interesse per l’acquisto del ramo d’azienda collegato alla matricola che genera entrate ad ogni trasferimento di Sandro Tonali.

Il soggetto

Mercoledì ai legali di Cellino è arrivata una pec dai rappresentanti di un gruppo di San Marino che si occupa di lavorazione dei metalli, in particolare oro, e che ha legami bresciani pronti a giocare eventualmente la partita. «Sono molto affidabili, con capitali e rappresentati da uno studio serio» conferma Cellino. Nessuna proposta scritta, solo una manifestazione di interesse che potrebbe però anticipare una richiesta di due diligence, ovvero la valutazione dei conti del Brescia calcio che ha chiuso l’ultimo bilancio con oltre 20 milioni di debiti.

«Io non torno a Brescia» ha promesso Cellino dopo la riattivazione della matricola e l’iscrizione del club al momento solo per il settore giovanile. Non è la prima volta però che si parla di una cessione del ramo d’azienda del Brescia calcio matricola 7810. A parte la lunga trattativa con Giuseppe Pasini sfumata definitivamente a giugno dopo che il patron dell’Union era arrivato ad offrire anche 1,2 milioni di euro, nell’ultimo anno sono emersi diversi interessamenti o presunti tali per l’acquisto del ramo d’azienda.

I precedenti

Il 20 marzo era stata la società Essezeta ad inviare una mail d’interesse. Una settimana dopo «non avendo avuto riscontro», l’esperto che gestiva la crisi societaria del Brescia calcio «ha inviato – si legge agli atti – un sollecito per iscritto. A tale richiesta Essezeta ha risposto in data 28 marzo informando di non essere più interessata a presentare l’offerta per l’impossibilità di acquistare la matricola della società, priva di qualsivoglia debito, in tempo per l’iscrizione al campionato 2026/’27».

Il 31 marzo uno degli avvocati di Cellino informa l’esperto di «due manifestazioni di interesse relative al ramo calcistico da parte di due soggetti esteri». Risultato? «Si segnala che nel corso della composizione l’esperto non ha più ricevuto alcun aggiornamento in merito a tali manifestazioni di interesse». Passano altri mesi e l’8 giugno agli atti finisce una nuova comunicazione di Cellino in merito «all’interesse manifestato da un investitore terzo a iscrivere la squadra in Eccellenza o in altra categoria entro il termine del 30 giugno 2026».

Anche in questo finisce con un nulla di fatto. I consulenti del Brescia «davano all’esperto – scrive lo stesso professionista – alcuna informazione in merito alle trattative intercorse con tali nuovi investitori». Ora è il turno di un gruppo di San Marino con amicizie bresciane. Arrivederci alla prossima puntata.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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