Per il Brescia Calcio è iniziata da ieri una partita nuova, in un rettangolo di gioco che in questo caso sarà definito all’interno delle aule del Palagiustizia. La sentenza con cui il Tribunale cittadino ha dichiarato la «liquidazione giudiziale» della società presieduta da Massimo Cellino è inclusa anche la nomina di un curatore, il commercialista Luigi Meleleo, che come prevede il «Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza» ora gestirà la procedura sotto la vigilanza di un giudice delegato e in questo caso sarà il magistrato Alessandro Pernigotto.
I beni
Già nel pomeriggio di ieri Meleleo si è messo al lavoro con i più stretti collaboratori: entro il prossimo 20 novembre chi vanta un credito nei confronti del Brescia Calcio può far valere il suo diritto in Tribunale. Contestualmente Meleleo farà valutare da «esperti qualificati» (o Consulenti tecnici d’ufficio, meglio noti come «Ctu») il valore di tutti i beni ancora in capo alla società, tra cui figurano l’archivio storico, i trofei vinti dalle rondinelle, i crediti vantati dal Brescia Calcio Srl (pari a 8,03 milioni nel bilancio chiuso al 30 giugno 2025) e la storica matricola.
La successiva ed eventuale vendita di questi beni (tecnicamente definita «liquidazione dell’attivo») attraverso una gara pubblica (asta) è la fase centrale della procedura ed è volta a ottenere la liquidità necessaria per pagare i creditori secondo le regole di precedenza stabilite dalla legge.
I debiti
Dall’ultimo rendiconto risulta che la posizione debitoria del Brescia Calcio ammonta a 28,6 milioni di euro. Meleleo e Pernigotto, esaminando i libri contabili, hanno l’onere di verificare le cause che hanno portato la società alla liquidazione giudiziale, indagando in primis sulle responsabilità degli amministratori e verificando in secondo luogo i legami economici con altre realtà del gruppo a cui appartiene l’impresa.
A tal proposito, com’è stato ricostruito dal Cerved, va segnalato che la Brescia Calcio Srl si inserisce in un gruppo di imprese riconducibili sempre a Massimo Cellino (tra cui la Eleonora Immobiliare, proprietaria del centro sportivo di Torbole) e controllate dalla milanese Iland Holding.




