Avere un fratello insieme in Nazionale accade così di rado che neppure Francesco Pio Esposito ci credeva. «Quando Sebastiano mi ha chiamato per dirmi che era stato convocato, pensavo fosse uno scherzo», ironizza il più giovane e più radicato in azzurro dei fratelli d’Italia, a fianco dell’esordiente a Coverciano.
Storia
Riuscissero a giocare anche un solo secondo contemporaneamente, i due attaccanti nati a Castellammare di Stabia e forgiati da Brescia, centrerebbero un qualcosa riuscito a pochissimi nella storia. Gli ultimi sono stati Filippo e Simone Inzaghi 26 anni fa, più di un secolo fa toccò a Giuseppe e Felice Milano prima e ad Aldo e Luigi Cevenini poi condividere il campo vestiti d’azzurro.
Incredulità
«È un’emozione speciale – ammette Pio, classe 2005 – e forse oggi nemmeno ci accorgiamo al 100% di quanto bella sia questa cosa: cerchiamo di godercela al massimo».
Per la prima in azzurro il debuttante Salvatore ha scelto di stare in camera col «piccolo» di casa, chiamato però a fare gli onori. Poi ha dovuto superare i riti del battesimo azzurro: si è presentato con il pizzetto ma nella foto sul sito Figc è sparito, lunedì a cena come gli altri debuttanti ha dovuto esibirsi al microfono. Ha scelto «O’surdato ’nnamurato» di Massimo Ranieri, a ricordare le origini napoletane. «E stato il migliore», l’incoronazione di Pio.
«Essere in Nazionale è una cosa strepitosa - dice Sebastiano, classe 2002 - e farlo con tuo fratello ti provoca emozioni in più. Dopo Salvatore (che esordì proprio con Mancini nel 2022, ndr) e Pio, non mi sarei mai perdonato di non essere convocato. Mancini ci ha detto di godercela, ma soprattutto ci ha dato consigli di campo».
Novità
Gli azzurri sperimentano la pausa nazionali extra-large. Dopo l’ennesimo flop mondiale, la ripartenza dev’essere immediata. E la prima sarà all’Olimpico di Roma, venerdì contro il Belgio. «Per come viviamo il calcio in Italia, esordire in casa e all’Olimpico ci aiuterà. Ma a prescindere cercheremo di fare il massimo», dice Sebastiano, che con il Sassuolo è già andato in gol - e che gol - nel successo contro la Juventus.

Curiosità
Il campo conta, ma è chiaro che avere due fratelli insieme genera curiosità e la ricerca di aneddoti. «Il più disordinato e ritardatario sono sicuramente io», è l’ammissione di Sebastiano. «Io però sono il più permaloso», è la risposta di Pio confermata dal fratello. «E sono anche mammone», risposta naturale per il giovane. «Io invece sono testardo, diciamo che ho tutti i difetti», scherza Seba. Rivelando un segreto: «Pio è il più piccolo e lo mettevamo in porta: l’avevamo quasi convinto...»
Invece è già a 9 presenze e 5 gol con l’Italia. «Ma ogni volta è sempre un’emozione incredibile», dice Pio. «Quando segnò il primo gol in azzurro eravamo all’inaugurazione di una maglia della Voluntas, la nostra squadra: la gente si spaventò per l’esultanza mia e di Salvatore. Ma tra noi ce li ricordiamo tutti i gol. Abbiamo sempre avuto un legame molto forte», confida Sebastiano. Questione di sangue. Non blu, azzurro.




