Calcio

Cosa può accadere al Brescia senza iscrizione: l’iter nel dettaglio

Qualora venisse confermata la volontà di Cellino di non onorare le scadenze, partirebbe la procedura della messa in liquidazione della società. Dialogo aperto tra gli imprenditori sul futuro
Col fallimento, la Loggia diventerebbe inizialmente il primo interlocutore - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Col fallimento, la Loggia diventerebbe inizialmente il primo interlocutore - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
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Se non ci sarà alcun colpo di teatro di Cellino nella notte, quel che accadrà nei prossimi giorni se il Brescia non rispetterà le scadenze federali, seguirà un percorso già chiaro. Il collegio sindacale della società prenderà atto della mancata volontà di Massimo Cellino di andare avanti e quindi, porterà in tribunale i libri contabili, i bilanci e le scritture fiscali riguardanti gli ultimi tre anni.

Messa in liquidazione

Un passaggio che avvierà l’iter della messa in liquidazione della società con un professionista che sarà incaricato dal tribunale di guardare i conti del Brescia Calcio e mettere sotto i riflettori la gestione Cellino. Con inevitabile interessamento anche da parte della Procura. Contestualmente – almeno questo è quanto accaduto in altre piazze in casi simili – al sindaco della città Laura Castelletti sarà invece consegnato il titolo sportivo del club che ha una storia lunga 114 anni. L’amministrazione comunale diventerebbe così in questa fase il primo referente per le questioni legate al club calcistico della città.

I ricorsi

Ovviamente anche i ricorsi sportivi contro la sentenza del Tribunale federale che ha condannato le rondinelle alla serie C, andrebbero a decadere davanti al mancato rispetto da parte del Brescia degli obblighi federali. Un atto, questo, che dimostrerebbe quanto risulterebbe incomprensibile la scelta di Cellino di far saltare il banco, se si pensa che solo martedì sera i suoi legali avevano depositato ricorso in appello contro la penalizzazione in primo grado. Perché procedere con la battaglia legale e dopo 72 ore abbandonare la società al proprio destino? Solo l’imprenditore sardo forse può dare una risposta.

Gli imprenditori

Nel frattempo già da ieri pomeriggio l’imprenditoria bresciana, tra telefonate e scambi di messaggi, avrebbe iniziato a dialogare su possibili scenari futuri. Su una ripartenza «che non deve essere necessariamente dall’Eccellenza», viene spiegato. E il pensiero è all’ipotesi di acquistare la categoria da una formazione già presente nelle graduatorie di serie C e disponibile all’intesa per dar vita al nuovo Brescia. Sui tempi e i modi nessuno ha però voluto ancora metterci la testa. Sperando in un clamoroso colpo di scena di Cellino.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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