Calcio

Irregolarità nei contributi, i tempi del caso Trapani non tornano

L’indagine sui siciliani è stata aperta prima di quella del Brescia, ma chiusa dopo. Le date raccontano di un cortocircuito tra Agenzia delle Entrate, Covisoc e Procura Federale
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Valerio Antonini, presidente del Trapani Calcio - Foto Trapani Calcio © www.giornaledibrescia.it
Valerio Antonini, presidente del Trapani Calcio - Foto Trapani Calcio © www.giornaledibrescia.it

Le date del caso Brescia non sono secondarie. E raccontano di un cortocircuito burocratico tra Agenzia delle Entrate, Covisoc e Procura Federale. Quantomeno nei tempi. Che non tornano. Oggi Brescia e Trapani sono nella stessa situazione perché entrambi i club si sono affidati alla società milanese con sede in via Montenapoleone Alfieri Spv srl, dalla quale hanno comprato crediti di imposta che vengono ritenuti inesistenti.

I tempi

Ma qui entrano in gioco le date. L’inchiesta sul Trapani (nel mirino anche i granata del basket, anch’essi sotto la gestione di Valerio Antonini, che ieri hanno ricevuto un -4 dalla Fip per irregolarità amministrative sui versamenti di Irpef e Inps) viene aperta prima rispetto a quella sul Brescia, ma chiusa dopo. Perché non è dato sapere. Anche sono in tanti a credere che i tempi siano stati dettati dall’attesa di conoscere la classifica finale del campionato cadetto. Dietrologie? Forse, ma qualcosa non è chiaro.

Qui Trapani

L’Agenzia delle Entrate scrive al Trapani Calcio il 22 aprile, quando segnala al club siciliano che ci sono «fondati motivi per ritenere illegittimo l’utilizzo dei crediti». Vengono contestati i pagamenti dell’Irpef relati a novembre e dicembre 2024 e gennaio 2025 e i contributi di gennaio 2025. Di fatto le stesse contestazioni mosse al Brescia Calcio. Ma solo ieri al club siciliano la Procura federale ha notificato l’atto di chiusura indagine.

Qui Brescia

Il tutto praticamente una settimana dopo le comunicazioni arrivate a Cellino, nonostante il caso Trapani fosse stato preso in considerazione prima rispetto a quello delle rondinelle. L’Agenzia delle Entrate ha infatti scritto al Brescia il 9 maggio, contestando la presunta indebita compensazione, e contestualmente al procuratore federale Giuseppe Chiné. Che il 17 maggio ha firmato la chiusura indagini. Così il fascicolo Brescia è diventato improvvisamente e misteriosamente il più urgente.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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