Riattivata la matricola del Brescia Calcio targato Cellino

Parere positivo del Crl: la riattivazione della matricola era una delle condizioni necessarie per evitare il fallimento. Si riparte dalla terza categoria
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Massimo Cellino - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it
Massimo Cellino - Foto New Reporter © www.giornaledibrescia.it

Ferma da un anno, viene riattivata la matricola del Brescia Calcio in vista della partecipazione a un campionato professionistico.

Teoricamente ci sarebbe ancora tempo, almeno fino a metà luglio. Ma è stato il professionista che sta gestendo la crisi imprenditoriale davanti al tribunale di Brescia a fissare per il 30 giugno la scadenza che Massimo Cellino deve rispettare, come condizione necessaria per evitare il fallimento del Brescia calcio.

«Iscrivere la società ad un campionato minore per la stagione 2026-27 entro il 30 giugno 2026 al fine di poter preservare la matricola e continuare a beneficiare dell’incasso dei crediti maturati e maturandi relativi al contributo di solidarietà di Sandro Tonali e di altri calciatori che hanno militato nel Brescia calcio».

E per questo nelle scorse ore Cellino ha completato gli atti per ripartire all’ultimo gradino del calcio, la terza categoria.

La conferma arriva dal Comitato regionale lombardo che ha comunicato «la riattivazione della matricola 7810 del Brescia calcio per la stagione 2026-27».

Gli avvocati di Cellino

L’atto di oggi significa che «torna in vita la storica squadra della città e avrà diritto a percepire i contributi di solidarietà se andrà in porto la cessione di Sandro Tonali, giocatore del Newcastle in procinto di passare ad altra quotata formazione della Premier League» comunica in una nota lo studio Tonucci & Partners che assiste il Brescia Calcio con gli avvocati Luca e Alessandro Calò, la dottoressa Maria Geminale e con la presenza costante del legale di fiducia di Massimo Cellino, anch’esso dello studio romano, l’avvocato Giorgio Altieri. 

«La vendita del giocatore italiano potrebbe portare nelle casse sociali le somme necessarie a risanare i debiti e ripartire per una nuova avventura calcistica – si legge nella nota –. Il diritto del Brescia Calcio a percepire questi fondi si basa sul sistema del cd contributo di solidarietà della FIFA, una normativa nata per premiare economicamente i settori giovanili che garantirebbe un’iniezione di capitali decisiva per risanare i debiti e far ripartire la società».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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