Campo. Finalmente il campo: la fonte primaria, la sola davvero attendibile perché è l’unica che raccoglie solo i fatti e lascia fuori le opinioni. Lì le chiacchiere stanno a zero. Sul campo c’è scritto tutto e sul rettangolo verde del «Sinigaglia» - fischio d’inizio alle 20.45 - il Brescia è chiamato a rispondere forte e chiaro a una domanda, questa: come stai? C’è un punto di domanda bello forte ad accompagnare verso il lago la squadra di Pep Clotet che sul Lario arriva dopo una settimana che è stata lunga, intensa, agitata.
Sfida complicata
Nella quale sono emerse le prime vere preoccupazioni della stagione - con tanto di inevitabili tensioni e facce un po’ tirate -
figlie del flop contro il Frosinone, mentre tutto intorno si alzavano i decibel del mercato con provvidenziali aggiunte alla rosa e fastidiosissimi rumors sul fronte uscite. Risultato: questa sera ci saranno un sacco di osservati speciali.
Ma con un osservato speciale su tutti: il Brescia. Quella squadra che è gravemente mancata a Frosinone e che già è chiamata a raccontare di sé qualcosa in più per raddrizzare una narrazione che dopo le buone premesse del pre season, l’esordio boom in Coppa Italia e
la vittoria così così col Südtirol, ma comunque una vittoria, è scivolata in malo modo. Nessun dramma perché come sostenevamo che non c’era da suonare la gran cassa dopo Pisa, ora non è il caso di fasciarsi la testa e lasciarsi andare al pessimismo leopardiano: i valori generali, il mercato ancora aperto, lo stato di lavori in corso obbligano a mantenersi centrati e lucidi. Guardando in faccia bene, e quindi riconoscendo, che cosa non va: un po’di sana autocritica e apprensione che non a caso dopo un lungo e pericoloso temporeggiare, ha portato Cellino a
velocizzare l’innesto di facce e qualità nuove.