Di colpo confusi, di colpo infelici. Di colpo assaliti da tanti dubbi, ma con una certezza che ha trovato conferma: così non basta. Il Brescia s’è afflosciato, accartocciato come una torta con gli ingredienti sbagliati e nelle dosi sbagliate. Il Brescia è crollato: schiantato dai colpi di un Frosinone - ribadiamo: sottovalutato, al pari del suo allenatore - che è una gran bellezza e promette moltissimo, ma schiantato anche dai limiti propri oltre che dalle carenze di mercato pagate a caro prezzo. Perché un Brescia così, volutamente verde e corto, non può ritrovarsi di colpo senza due pedine strategiche non sostituibili senza pensare di pagare pegno.
Cos'è mancato
Non è stata tutta colpa della difesa - il Brescia è mancato clamorosamente di squadra -, ma i primi due gol - quelli che hanno ammazzato una partita col tris arrivato solo come un sigillo - sono stati figli di due mancanze difensive: dell’incerto Papetti che al 16’ si fa saltare in testa da Moro mentre anche Lezzerini ci mette un po’ del suo su un colpo di testa centrale, e di un Adorni che sul 2-0 si fa quasi irridere dall’assatanato Caso (che giocatore...) in un uno contro uno nel quale certo non si sarebbe dovuto trovare, ma che gestisce come un debuttante. Il conto alla fine è arrivato: salatissimo e difficile da mettere a bilancio. Lacune e mancanze, anche di personalità: perché non c’è stata traccia, se non per qualche minuto - diciamo una decina forse - in avvio di quella squadra che si propone di dominare e che invece s’è fatta sottomettere senza opporre resistenza dopo essere passata in svantaggio.




