In questo tempo sospeso, di fisso ci sono solo due date: 17 e 20 maggio. Tra un pensiero stupendo da cullare con forza e i pensieri di arrivare all’appuntamento col calendario dei play off al massimo delle proprie possibilità. I Corini files contengono certezze – nel bene e nel male –, ma anche speranze. Di pescare un jolly. Magari due.
Le certezze sono quelle relative alla solidità della fase difensiva, di poter contare su un Alessandro Mercati che da qui al debutto nei play off sarà a punto, su un Mattia Zennaro più attardato nel percorso e ancora da dosare, ma che ha tempo, fisico e voglia per portarsi su un livello che gli consenta portare il suo contributo in termini di qualità. Ma insomma, nel complesso, con Lamesta che dopo un paio di settimane di gestione è tornato a pieno regime e con un Mallamo a trazione anteriore e a polmoni senza fondo, il centrocampo ha decisamente una buona cera. E poi c’è quel coltellino svizzero di Marras che garantisce una mano dove serve, in qualsiasi zona del campo, e aggiunge estro.

Il jolly vero – o i jolly veri – l’allenatore del Brescia ha bisogno più che altro di trovarli in attacco. La lingua batte dove il dente duole e c’è bisogno di qualcosa di più là davanti. Di freddezza, di chirurgia, di presenza, di esperienza, di soluzioni. Per non ritrovarsi aggrappati al solo Valerio Crespi (che si presenta col suo incoraggiante 7/14, sette gol in 14 presenze) che sotto porta è capace di cose eccezionali come di svarioni, per non aggiungere pressioni su pressioni a un Denis Cazzadori arrivato un po’ scarico, a secco dal 28 febbraio. E c’è anche che nel frattempo il Brescia ha mutato il proprio volto tattico. Ci sarà bisogno di tutti nel giro di 180’.
Le prove
Ed è per questo che Corini, nel test contro l’Ospitaletto, ha dato un minutaggio monstre a Tommy Maistrello che più che una stagione, dopo un illusorio avvio, ha vissuto un calvario fisico. Quattro gol consecutivi, tra la seconda e la quinta giornata, poi il progressivo affiorare di una sofferenza a un ginocchio già segnato e 19 partite fuori causa. Dal rientro sono stati pochi spiccioli di gare (e comunque in stagione ne ha disputata solo una, col Renate da 90’) ed è arrivato il momento di capire davvero come sta.
Condizioni

Parliamo di una prima punta ancora onestamente molto in fatica, ma parliamo di un generoso capace di reggere l’anima con i denti e di dare tutto ciò che ha. In qualche modo, poco o tanto, sarà un’arma.
Inutile nascondere però che il grande atteso è Luca Vido: colui che avrebbe dovuto fa fare il salto di qualità all’attacco e che invece si è rivelato un buco nell’acqua per via delle traversie fisiche che lo hanno accompagnato. Si naviga a vista, si agisce con prudenza e con la preview sul suo stato fisico attraverso il basso minutaggio che ha avuto con l’Ospitaletto non ha consentito di capire granché, se non che per forzare era troppo presto. Il bello del calcio? Che non è mai finita finché non è finita: nel frattempo c’è spazio e tempo per tutti di reinventarsi eroi e riscrivere le storie.




