Calcio

Brescia, scocca l’ora dello sfratto e delle delibere per il Rigamonti

Alle 17 Cellino deve riconsegnare lo stadio mentre in Giunta prende il via l’iter per il nuovo bando
Lo stadio Mario Rigamonti - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
Lo stadio Mario Rigamonti - Foto New Reporter Papetti © www.giornaledibrescia.it
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Appuntamento alle 5 della sera. Ovvero, quelle 17 che rappresentano il numero più detestato da Massimo Cellino. Casualità? Probabilmente no. E 8 anni che da parte dell’imprenditore sardo sono stati scanditi da scaramanzie, esorcismi e perfidie fino allo scacco matto finale alla città, non potevano che chiudersi con un dispettuccio subito da parte della Loggia che ha fissato per oggi all’ora del te di cui sopra l’appuntamento per la riconsegna delle chiavi e dello stadio Rigamonti.

Che torna dunque nella disponibilità del proprietario, vale a dire il Comune, che due giorni fa ha revocato la concessione per l’utilizzo esclusivo dell’impianto di Mompiano a quello che da domani diventerà anche ufficialmente il «fu» Brescia calcio. Si tratta di uno sfratto.

Cosa succederà oggi? Alle 17 in punto al Rigamonti si presenteranno i rappresentati del Comune che tuttavia non si attendono delegazioni del club di Cellino. Semplicemente, la Loggia si riapproprierà forzosamente dell’immobile. Con tutta probabilmente l’imprenditore sardo impugnerà (ha tempo 30 giorni) l’atto di «sgombero», ma l’Avvocatura Civica è convinta di avere tutti i punti a proprio favore ed è di questo che il Comune - considerando le migliore come già acquisite e con la facoltà di valutare l’acquisto di «allestimenti mobili e temporanei» si sente forte e tranquillo. Quella tranquillità con la quale la giunta già in mattinata prenderà atto dello stato dell’arte e provvederà a deliberare i parametri per la manifestazione d’interesse col bando che verrà pubblicato nella giornata di domani.

Il punto

A grandi linee, si sa che tra i criteri ci sarà quello che a Mompiano giochi una squadra professionistica. Nonché quello che la società alla quale lo stadio verrà locato, sia in regola con il pagamento di oneri e contributi. Come avevamo a suo tempo svelato, si tratterà di un accordo ponte di un anno. Canone di locazione: si partirà da quello applicato nella precedente concessione partendo però dal presupposto, che visto che è inverosimile che arrivino altre manifestazioni d’interesse oltre a quella della FeralpiSalò, ci potrà essere una contrattazione al ribasso visto che si parlerà di serie C.

Dalla pubblicazione del bando, dovranno trascorrere 7 giorni. Trascorso questo termine, si procederà per assegnazione diretta (sempre se, appunto, ci sarà la sola manifestazione d’interesse che viene contemplata). A quel punto la FeralpiSalò - che da domani in poi può ufficializzare la sua «discesa in campo» per trasformarsi in Brescia - procederà con la richiesta in Figc del cambio di sede di gioco e di denominazione sociale (prosegue lo studio spulciando anche negli archivi della Figc oltre che studiando la storia biancazzurra: FC Brescia o Brescia FC sempre più papabili). In tutto questo oggi, sulla strada della rinascita delle rondinelle, è in agenda un altro piccolo-grande step: c’è l’incontro Pasini-A2A-Loggia con la multiutility pronta ad affiancare il nuovo progetto.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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