Calcio

Brescia «sfrattato» dallo stadio: giovedì bando per la nuova società

Cellino non ha saldato e la Loggia ha risolto il contratto: dietro le quinte la trattativa sul centro sportivo di Torbole
Tifosi allo stadio Rigamonti - New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
Tifosi allo stadio Rigamonti - New Reporter Comincini © www.giornaledibrescia.it
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Niente da fare. Il tempo scandito dalla diffida è scaduto e nessun saldo è stato versato sul conto corrente pubblico da parte di Massimo Cellino. Così, ieri pomeriggio, la Loggia si è «ripresa» le chiavi dello stadio Rigamonti: avviso di «sfratto» notificato. Il finale impietoso di una storia tribolata, ma data ormai per scontata da giorni, è così stato scritto. Anche se questo non significa che grandi manovre (rigorosamente dietro le quinte), colpi di scena e trattative parallele siano del tutto archiviati.

La giornata

Per quasi tutta la giornata di ieri, in Loggia si sono susseguite riunioni: prima politiche, poi tecniche, tutte con il supporto e la supervisione dell’Avvocatura civica. Obiettivo: essere perentori, tempestivi e schivare qualunque rischio di mossa abborracciata.

Il punto di caduta era chiaro fin dalle 9 di mattina: il presidente del Brescia Calcio ha versato solo una delle due rate dovute che, tradotto in cifre, significa che ha corrisposto 109.096,06 euro anziché i 218.182,12 euro reclamati all’interno della diffida timbrata 13 giugno. A questo punto, il Comune «comunica che il 28 giugno il contratto di concessione dello stadio Rigamonti con la società si è risolto di diritto». Ecco perché, attorno alle 16, la Loggia ha trasmesso al presidente la determina formale di risoluzione, «richiedendo il rilascio e la restituzione dell’impianto, il 2 luglio alle 17», giorno in cui pure la Giunta si riunirà per «valutare ulteriori passaggi amministrativi». Significa che entro domani Cellino dovrà liberare l’impianto di Mompiano.

Ma perché Cellino avrebbe pagato una sola delle due rate dovute? Perché questa partita ha in realtà un secondo tempo che si sta consumando a porte chiuse. Il presidente del Brescia Calcio punta infatti a sedersi al tavolo con Giuseppe Pasini, a cui vorrebbe lasciare in affitto l’impianto di Torbole Casaglia, una struttura che potrebbe fare gioco al «nuovo Brescia» per gli allenamenti delle giovanili e che, se messa in affitto o in vendita, toglierebbe dal groppone del presidente non pochi costi.

L’iter

Adesso inizia la fase forse più delicata di questo Brescia gate. E la giornata chiave diventa quella di giovedì 3 per almeno due ragioni. Primo: in giornata è atteso il verdetto del Consiglio federale della Figc, a cui toccherà l’ultima parola sull’esclusione del club da ogni categoria pro. Secondo: le riunioni fiume che si sono consumate ieri a Palazzo Loggia non avevano al centro del focus il solo sfratto del Brescia Calcio.

Ma anche e soprattutto un lavoro meticoloso sul testo della manifestazione d’interesse per consentire al «nuovo Brescia» di farsi avanti ed occupare lo stadio. L’obiettivo è infatti pubblicare il bando-ponte (la concessione sarà di un anno) giovedì, lasciarlo aperto al massimo una settimana e procedere con l’affidamento dell’impianto di Mompiano entro il 15 luglio.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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